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La Chiesa di fronte al Codice da Vinci.

 

Dalla sua pubblicazione, nella primavera del 2003, il romanzo “Il Codice da Vinci”, di Dan Brown, ha venduto 40 milioni di esemplari.

Il film basato sul romanzo è stato presentato al festival di Cannes il 17 maggio ed è proiettato simultaneamente per la prima volta nei cinema di tutto il mondo da venerdì 19 maggio.

 

L’argomento

E’ un thriller, ci sono parecchi omicidi sullo sfondo di Parigi, del Louvre e della Chiesa di Saint-Sulpice. Sacro e profano, potere e sesso. Il tutto scritto con tecnica fascinosa. Il problema è che ci sono due protagonisti che non parlano, ma che stanno al centro della trama. Sono Gesù Cristo e Maria Maddalena. I due, secondo Dan Brown, si sarebbero sposati e sarebbero emigrati in Francia. Gli apostoli e poi l’imperatore Costantino, quindi i Papi e infine l’Opus Dei avrebbero deciso di farlo credere morto e risorto, nonché vergine, per assicurarsi il potere. Ma c’è una confraternita che conserva la verità vera, e che è racchiusa nel Cenacolo di Leonardo da Vinci, che sta a Milano. Il giovinetto che si appoggia  alla spalla di Gesù non è Giovanni, ma la Maddalena. L’Opus Dei fa uccidere con un suo killer chi minaccia di svelare questo mistero.

 

I problemi

Si tratta di un’opera di finzione, di un romanzo, nel quale tutti i personaggi della Chiesa sono rappresentati in modo odioso. La questione di fondo è che Dan Brown ha sostenuto ufficialmente di basare questo suo giallo su documenti autentici. L’autore afferma nella presentazione del libro:“Tutte le descrizioni di opere d’arte, architettura, documenti e rituali segreti contenute in questo romanzo rispecchiano la realtà”.Tuttavia l’opera contiene innumerevoli errori: d’arte, di storia, di religione e di cultura. Mondatori ha preferito alla settima edizione eliminare quella paginetta. Lo scrittore dice di appoggiarsi a dei Vangeli apocrifi. E ad altri distrutti da Costantino. Si tratta di codici gnostici. Per la gnosi Dio non è diventato veramente uomo tanto da poterlo incontrare per le strade della Palestina e poi, dato che è Risorto, nei sacramenti.

Il film aggraverà ancora la situazione perché tutte queste falsità giungeranno a moltissime persone;perché le immagini sono più potenti delle parole e lasciano un’orma profonda;perché i film arrivano a tutti, anche a chi è dotato di scarsa informazione e manca di risorse critiche per distinguere la realtà dalla finzione; perché sarà il pretesto per i nemici della Chiesa per lanciare nuove accuse e attacchi su temi che non riguardano per nulla il libro.

 

Chi e cosa c’è dietro questa operazione

Innanzitutto una grossa operazione commerciale e il tentativo di scardinare il cattolicesimo. C’è poi da aggiungere che gran parte della critica cinematografica si è già espressa negativamente dopo aver visto il film. La stessa Sony che diffonde in Italia il film si è rifiutata di precisare che si tratti di un’opera di pure fantasia, di un romanzo. Anzi ha preferito puntare tutto sul primo week-end di uscita del film per crearsi da subito entrate sicure e ritorno di pubblicità.

 

Cosa fare?

Come cattolici ci sentiamo offesi da queste operazioni commerciali e quindi non ci rimane che boicottare il film e tutte le società commerciali che sostengono il film. Non si può sempre restare con le braccia incrociate e dire: dobbiamo perdonare e dimenticare. E’ una questione seria di rispetto: devono rispettarci, rispettare il nostro credo religioso e il nostro fondatore, Gesù. La figura di Cristo non può essere usate liberamente. Chi bestemmia Gesù in questa maniera e propina queste idee approfitta della buona disposizione dei cristiani al perdono e all’amore anche verso coloro che li insultano. Se calunnie, offese ed errori fossero stati indirizzati al Corano o alla Shoah ci sarebbe stata, giustamente, una sollevazione mondiale. Il boicottaggio è il minimo che si possa fare, perché i produttori puntano al guadagno.

Alla fine si mostrerà ancora come un attacco alla Chiesa e alla verità storica del Vangelo, che il tempo brucerà nel vuoto della memoria.

L’attrattiva umana che esercita il nome di Gesù, anche quando viene deriso, è enorme. Il suo volto, la sua storia cattura sempre e comunque il cuore. Contrapponiamo a quel libello e a quel filmetto la nostra testimonianza di cristiani che segue Uno che non è scappato in Francia con un’amante, ma che è morto e risorto e vive ancora nel cuore umano. Qualcuno così noi lo conosciamo.

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