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LA PARROCCHIA
LA CHIESA PARROCCHIALE "S. ANTONIO"
La
Chiesa di S. Antonio, anticamente chiamata “Convento di S. Maria delle
Grazie” è una delle Chiese più importanti e antiche del territorio di
Pisticci.
Il primo nucleo della Chiesa risale al 1460 d.C. ma non se ne
conosce con esattezza la data. Con certezza si sa che il
Convento fu fondato
in un area extra moenia, poi detta Pianoro di S. Francesco, fuori il
perimetro urbano, dal duca Antonio Francesco Tristano, della potente famiglia
Sanseverino, signore e feudatario di Pisticci, che lo consegnò ai frati
minori appartenenti alla Famiglia Minoritica – Salernitano Lucana, soggetti
alla giurisdizione della Diocesi di Acerenza. Il primo nucleo del complesso
era costituito da un edificio a forma di L tipico dell’edilizia francescana,
corrispondente all’ala sinistra dell’attuale complesso. Nell’interno
poche cellette ed un chiostro, costituito dal giardino e portico, nonché una
sala refettorio. La facciata originaria presentava numerose decorazioni
geometriche a linee rette molto marcate ed una struttura architettonica e
decorativa tipica dello stile romantico-fiorentino, con un disegno organico ed
unitario. L’interno della Chiesa era costituito da una grande navata
centrale a volta e da una navata laterale a destra. I materiali costruiti
erano tipici della povertà della zona: muratura incoerente, mattoni misti, ornie pregevoli di pietra dura sulle porte. Molto probabilmente nel ’700 fu
aggiunta la navata di sinistra, simile per dimensioni alla centrale, ad un
livello più alto dal resto della Chiesa, che poi in seguito venne
opportunamente abbassato. Sulle porte venne scolpito lo stemma gentilizio dei
De Cardenas e in seguito quello dei Francescani sulla porta maggiore. Solo nel corso del sec. XVIII,
la parte adiacente del portico al chiostro venne inglobata con le cappelle
laterali nella Chiesa. In seguito agli eventi storici e politici del 1860 ed
al decreto Mancini del 1861, unitamente ad altri beni ecclesiastici, tutto il
complesso monastico fu confiscato dal nuovo stato unitario ed i frati
allontanati. La Chiesa venne officiata dal Clero secolare, ma per effetto dell’art. 5 della legge n. 794/1862, il Convento
nel 1866 fu
ceduto al Municipio di Pisticci per pubblica utilità e trasformato in sede di
uffici comunali, finanziari e pretura; ospitò per qualche tempo anche una
stazione dei Carabinieri. Tali abusi durarono fino al 1910, quando
l'Arcivescovo Mons. Anselmo Pecci, in occasione della prima visita pastorale,
rimproverò aspramente il Clero e minacciò di sconsacrare la Chiesa se fossero
continuate quelle indegnità. Lo stesso Arcivescovo Pecci iniziò le pratiche
canoniche per l'erezione della Chiesa del Convento in Parrocchia.
Il 25 luglio 1948 il nuovo
Arcivescovo di Matera Mons.
Vincenzo Cavalla eresse la nuova Parrocchia di S. Antonio e il 27
novembre di quell'anno nominò Parroco il Sac. Don Paolo
D'Alessandro, che fece eseguire una serie di restauri tra cui il pavimento e
l'intonaco, e collocò un artistico Battistero in marmo.
La Chiesa presenta tre navate
e una cappella adiacente la Sacrestia, in cui fu costruito un altare in stile "barocco" dedicato alla Madonna delle Grazie,
la cui statua è di bella fattura in legno; nella navatina di destra è
custodito
un bel Crocifisso e un altare in finto marmo dedicato alla Madonna di Pompei. A
sinistra vi è una grande navata, uguale a quella centrale: sullo sfondo domina
un altare in marmo dove è collocata un'artistica statua in legno del Sacro
Cuore. Vi sono parecchi altri altari, di cui uno dedicato a S. Antonio, uno
a S. Giuseppe, uno ai Santi Medici e, in stile barocco, uno dedicato a S. Rocco
e un altro a S. Pasquale. Nella navata centrale, sulle colonne sono affrescate figure
di Santi e Sante Francescani, di discreto valore artistico; in alto, nella lunetta dell'arco centrale sono affrescati i 40
Martiri Francescani.
Molte sono dunque le tele e
pitture che ornano copiosamente le pareti perimetrali della Chiesa e che
costituiscono nel loro insieme un mistico tesoro di rara bellezza e di soave
armonia: circa 40 tele di diversi autori di cui non si conoscono i nomi, ma la
tecnica adoperata appartiene alla medesima scuola. Alcune tele sono opera di
Domenico Guarino e del Ferri.
Capolavoro non solo della Chiesa ma del territorio è la grande tela
raffigurante la Vergine Maria Immacolata, opera di Andrea Vaccaro. La tecnica è quella ad olio su tela adoperata sulla
maggior parte delle opere presenti, restaurate alcuni anni da profondi
conoscitori e professionisti e oggi riconsegnati alla Chiesa in tutto il loro
splendore.
Il campanile fu fatto costruire nel 1570 dal Signore Diotaiuti, dalla moglie e dal figlio.
CAPPELLE SITUATE NELL'AMBITO
DEL CENTRO ABITATO DELLA
PARROCCHIA
Cappella di S. Giovanni Battista
Fu fondata da Ulderico Seniore. Se ne ignora la
data. Successivamente appartenne all'Ordine dei Gerosolomitani e poi passò
alla Magnifica Università. Data l'importanza demografica che ha assunto il
rione di S. Giovanni e quello contiguo del Croci fu ampliata la parte
posteriore della Cappella.
Cappella di Picchione
E' posta nel rione omonimo ed è
consacrata alla Visitazione. Si venera una statua della Vergine col Bambino,
di discreto valore artistico. Era prima venerata sotto il nome di S. Maria del
Pozzo; appartenne prima alla famiglia Picchioni, poi al Rev. Capitolo ed
infine alla famiglia Coriglione.
La Festa della Madonna si celebra il 2
luglio, con una caratteristica processione.
Cappella di S. Caterina
E' situata nel rione Picchione e
fu costruita nel 1689. Appartiene alla famiglia Minnaja.
Cappella di S. Antonio Abate
Questa Chiesetta fu ricostruita per devozione della pia
signorina Anna Giocoli. Anticamente la Chiesetta sorgeva nel centro della
piazzetta detta di S. Antonio abate, edificata a cura dell'Arciprete Don
Giuseppe Di Giulio nell'anno 1645. La Cappella, per quanto situata nel
territorio della Parrocchia S. Antonio, è proprietà della Chiesa Madre.
Cappella della Beata Vergine Maria di Viggiano
Questa Cappella, donata da Benedetto e Marisa Di Benedetto,
è divenuta tale per devozione di Martino Vitelli. Il 4 settembre 1993 fu
consacrata e dedicata alla Beata Vergine Maria di Viggiano da S.E. Rev.ma Mons. Antonio Ciliberti, Arcivescovo di
Matera-Irsina.
L'ORATORIO "S. ANTONIO"
La Parrocchia S. Antonio, sin dalla sua
costituzione, non ha avuto a sua
disposizione
immobili da destinare al ministero pastorale.
Il 21 gennaio del 1999, la Parrocchia inoltrò alla Conferenza Episcopale Italiana la richiesta di un contributo per l'acquisto dei locali pastorali. Il 29 maggio dello stesso anno furono acquistati dalla Parrocchia alcuni locali siti in via Roma n° 12 e 13.
Il 3 febbraio del 2000 iniziarono i lavori di ristrutturazione edilizia trasformando il fabbricato in Oratorio Parrocchiale, che nell'ottobre del 2002, S.E. Rev.ma Mons. Antonio Ciliberti, inaugurò con la solenne benedizione.
Nell'Oratorio si svolgono tutte le attività pastorali, culturali e ricreative della Parrocchia.
L'ENTE MORALE "BIANCA FIORA"
L'idea di erigere
l'Asilo "Bianca Fiora" a Pisticci risale all'anno 1914. Nell'agosto di
quell'anno la sig.na Teresa Panetta frequentò a Salerno un corso per
il conseguimento del diploma
di "Maestra d'Asilo", aperto a cura
dell'Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d'Italia. In
quell'occasione il discorso di chiusura fu tenuto dal Conte Bianco
Zanotti, che esortò le presenti a rendersi promotrici dell'istituzione e
dell'apertura di Asili nei paesi del Mezzogiorno, adottando negli stessi, il
metodo Montessori; aggiunse che per eventuali iniziative da realizzare,
ciascuna poteva contare sui consigli e sull'aiuto dell'associazione.
Ritornata a Pisticci, la sig.na Panetta scrisse una lettera al predetto,
proponendogli l'apertura di un Asilo Infantile a Pisticci, al fine di
"sottrarre i bimbi all'opera deleteria della strada ed al gravissimo
fenomeno della mortalità infantile". Il Conte Zanotti, appena ricevuta la
lettera, venne a Pisticci ed ebbe un incontro di poche ore con la sig.na
Panetta in cui furono presi degli accordi di massima riguardo al reperimento
dei locali e delle suppellettili. Il Conte ritornò poi a Pisticci il 31
dicembre di quello stesso anno per stipulare il contratto di fitto dei
locali, siti in via Mario Pagano. In occasione di queste sue prime visite il
Conte volle visitare i monumenti antichi di Pisticci, fra cui la vecchia
Abbazia Benedettina di S. Maria del Casale. Dopo che gli venne narrata la
storia e la leggenda della Principessa Normanna, Bianca Fiora, figlia
di Donna Emma Maccabeo e nipote del Re Ruggiero, e che si vuole sia stata
sepolta nella predetta Abbazia, gli piacque il nome e volle così che il
nuovo Asilo venisse denominato "Casa dei bambini Bianca Fiora".
Avuti i locali e l'arredamento, l'Asilo incominciò a funzionare alla meglio,
sotto la direzione della stessa Maestra Panetta e con la collaborazione
delle sig.ne Carlotta Vincenza Lazzazzera, Filomena e Teresina Santilio e
Marietta Giocoli. I bambini che si iscrissero furono subito più di trenta e
così il Conte Zanotti, constatati i brillanti risultati dell'iniziativa ed
il buon andamento del lavoro didattico-educativo, mandò a Pisticci la sig.na
De Vito di Villa S. Giovanni, dove l'Associazione gestiva un Asilo
fiorentissimo. Nell'anno scolastico successivo - 1915/1916 - l'Asilo venne
riaperto il 12 novembre, non più in via sperimentale ma definitiva. Alla
sig.na De Vito seguì la sig.na D'Andrea di Roma, che, però, non avendo
soddisfatto appieno il programma dell'Associazione, venne dispensata dal
servizio.
Intanto, l'Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno
d'Italia, grazie a S. Luigi Orione, assistente spirituale della
Congregazione delle "Piccole Suore della Divina Provvidenza"
di Alessandria, riuscì ad ottenere dalla Beata Teresa Grillo Michel,
fondatrice della suddetta Congregazione, che le Suore assumessero la
responsabilità dell'Asilo. Esse arrivarono a Pisticci il 25 marzo del 1916 (festa
dell'Annunciazione). Indubbiamente la loro presenza a Pisticci rappresentò
un evento di eccezionale importanza per il nostro ambiente. Le Suore,
infatti, hanno influito decisamente sull'evoluzione naturale dell'intera
cittadinanza, non esclusi gli appartenenti al Clero.
Istituito l'Asilo, promossone la funzionalità, occorreva ora assicurarne la vita e la continuità; fu costituito così un Consiglio provvisorio nel 1917, composto dal comm. Gaetano Piacentini, dal cav. Paolo Albano, dalla sig.na Teresa Panetta, dall'ins. Domenico Vinciguerra e dall'arciprete Don Vincenzo Di Giulio. Emerge soprattutto l'opera ammirevole del cav. Paolo Albano che pose, disinteressatamente, le basi affinché il nuovo Asilo avesse la sua casa e ottenesse il riconoscimento giuridico da parte delle Autorità governative.
Nel 1918, grazie alla richiesta del cav. Piacentini e ad un sostegno economico della Croce Rossa Americana, ma soprattutto grazie alla cessione da parte del Comune di Pisticci di alcuni locali, siti nell'area esistente tra le due ali del Palazzo Municipale e quella della strada annessa, fu possibile trasferire la sede dell'Asilo in via Roma n° 16.
Il 19 dicembre 1946 si deliberò in una riunione del Consiglio di Amministrazione di trasformare - con regolare periodo di prova ed esame delle autorità competenti - l'Asilo in Scuola Materna.
Nel 14 giugno 1954, la Scuola Materna "Bianca Fiora" fu sede di un importantissimo convegno didattico sui problemi della Scuola Materna, indetto dal Provveditore agli Studi di Matera, dott. Giuseppe De Ruggieri; vi presero parte anche il Sottosegretario alla Pubblica Istruzione on.le Maria Jervolino, il Prefetto, il Questore e l'Ispettore Scolastico di Matera, il Sindaco di Pisticci, i rappresentanti degli enti gestori di Scuole Materne della regione lucana ed un folto gruppo di maestre d'Asilo e di scuola materna della Provincia di Matera. Per la Scuola Materna "Bianca Fiora", il convegno didattico rappresentò un successo e un vero trionfo.
Il 19 luglio 1965, durante un Consiglio di Amministrazione, presieduto dall'ing. Angelo Villa, venne comunicato che, con decorrenza 1° ottobre 1965, l'Ente Morale "Bianca Fiora" veniva sganciato dalla gestione tenuta dall'Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d'Italia, acquisendo la gestione autonoma; diveniva, così, " Ente Morale 'Bianca Fiora' ".
L'11 novembre del 1988 venne stipulata una convenzione con l' "Istituto delle Suore Figlie di S. Giuseppe del Caburlotto" (con sede a Dorsoduro in prov. di Venezia), che prevedeva dunque l'arrivo delle religiose per l'affidamento della direzione pedagogico-didattica della Scuola Materna. Le suore, inoltre, si prestarono anche all'insegnamento del catechismo e alle opere parrocchiali, secondo le direttive del Parroco e le esigenze del luogo.
Sedici anni dopo, il 30 agosto 2004, fu stipulata una nuova convenzione con l' "Istituto Religioso Sorelle Minori di Maria Immacolata" (con sede a Roma), erede e continuatore autentico degli ideali di S. Massimiliano Maria Kolbe. L'Arcivescovo di Matera-Irsina Mons. Salvatore Ligorio diede il suo assenso alla presenza delle Sorelle Minori di Maria Immacolata nella Parrocchia S. Antonio.