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CAPITOLO PRIMO: IO CREDO
IN DIO PADRE
33. Che cosa sono i Simboli della fede?
185-188; 192,197
Sono formule articolate, chiamate anche «Professioni di fede» o «Credo»,
con cui la Chiesa, fin dalle sue origini, ha espresso sinteticamente e
trasmesso la propria fede con un linguaggio normativa, comune a tutti i
fedeli.
34. Quali sono i più antichi Simboli della fede?
189-191
Sono i Simboli battesimali. Poiché il Battesimo viene dato «nel
nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» (Mt 28,19), le
verità di fede ivi professate sono articolate in riferimento alle tre
Persone della Santissima Trinità.
35. Quali sono i più importanti Simboli della fede?
193-195
Essi sono il Simbolo degli Apostoli, che è l'antico Simbolo
battesimale della Chiesa di Roma, e il Simbolo
niceno-costantinopolitano, frutto dei primi due Concili Ecumenici di
Nicea (325) e di Costantinopoli (381), ancora oggi comune a tutte le
grandi Chiese d'Oriente e d'Occidente.
« IO CREDO IN DIO, PADRE ONNIPOTENTE,
CREATORE DEL CIELO E DELLA TERRA »?
36. Perché la professione di fede inizia con: «Io credo in Dio»?
198-199
Perché l'affermazione «Io credo in Dio» è la più importante, la fonte di
tutte le altre verità sull'uomo e sul mondo, e di tutta la vita di ogni
credente in lui.
37. Perché professiamo un solo Dio?
200-202; 228
Perché egli si è rivelato al popolo d'Israele come l'Unico, quando disse:
«Ascolta, Israele, il Signore è uno solo» (Dt 6,4), «non ce n'è
altri» (Is 45,22). Gesù stesso l'ha confermato: Dio è «l'unico
Signore» (Mc 12,29). Professare che Gesù e lo Spirito Santo sono
anch'essi Dio e Signore non introduce alcuna divisione nel Dio Uno.
38. Con quale nome Dio si rivela?
203-205; 230-231
A Mosè Dio si rivela come il Dio vivente, «il Dio di Abramo, il Dio di
Isacco, il Dio di Giacobbe» (Es 3,6). Allo stesso Mosè Dio rivela
il suo nome misterioso: «Io Sono Colui che Sono (YHWH)». Il nome
ineffabile di Dio già nei tempi dell'Antico Testamento fu sostituito dalla
parola Signore. Così nel Nuovo Testamento, Gesù, chiamato
Signore, appare come vero Dio.
39. Solo Dio «è»?
212-213
Mentre le creature hanno ricevuto da Dio tutto ciò che sono e che hanno,
Dio solo è in se stesso la pienezza dell'essere e di ogni perfezione.
Egli è «Colui che è», senza origine e senza fine. Gesù rivela che
anch'egli porta il Nome divino: «Io sono» (Gv 8,28).
40. Perché è importante la rivelazione del nome di Dio?
206-213
Nel rivelare il suo nome, Dio fa conoscere le ricchezze contenute nel suo
mistero ineffabile: egli solo è, da sempre e per sempre, Colui che
trascende il mondo e la storia. È lui che ha fatto il cielo e la terra. È
il Dio fedele, sempre vicino al suo popolo per salvarlo. È il santo per
eccellenza, «ricco di misericordia» (Ef 2,4), sempre pronto a
perdonare. È l'Essere spirituale, trascendente, onnipotente, eterno,
personale, perfetto. È verità e amore.
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«Dio è l'essere infinitamente perfetto che è la SS.ma Trinità»
(santo Toribio de Mogrovejo).
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41. In che senso Dio è la verità?
214-217; 231
Dio è la Verità stessa e come tale non s'inganna e non può ingannare. Egli
«è luce e in lui non ci sono tenebre» (1 Gv 1,5). Il Figlio
eterno di Dio, Sapienza incarnata, è stato inviato nel mondo «per rendere
testimonianza alla Verità» (Gv 18,37).
42. In qual modo Dio rivela che egli è amore?
218-221
Dio si rivela ad Israele come colui che ha un amore più forte di quello di
un padre o di una madre per i suoi figli o di uno sposo per la sua sposa.
Egli in se stesso «è Amore» (1 Gv 4,8.16), che si dona
completamente e gratuitamente e che «ha tanto amato il mondo da dare il
suo Figlio unigenito, perché il mondo si salvi per mezzo di lui» (Gv
3,16-17). Mandando il suo Figlio e lo Spirito Santo, Dio rivela che egli
stesso è eterno scambio d'amore.
43. Che cosa comporta credere in un solo Dio?
222-227; 229
Credere in Dio, l'Unico, comporta: conoscerne la grandezza e la maestà;
vivere in rendimento di grazie; fidarsi di lui sempre, anche nelle
avversità; riconoscere l'unità e la vera dignità di tutti gli uomini
creati a sua immagine; usare rettamente le cose da lui create.
44. Qual è il mistero centrale della fede e della vita cristiana?
232-237
Il mistero centrale della fede e della vita cristiana è il mistero della
Santissima Trinità. I cristiani vengono battezzati nel nome del Padre e
del Figlio e dello Spirito Santo.
45. Il mistero della Santissima Trinità può essere conosciuto dalla
sola ragione umana?
237
Dio ha lasciato qualche traccia del suo Essere trinitario nella creazione
e nell'Antico Testamento, ma l'intimità del suo Essere come Trinità Santa
costituisce un mistero inaccessibile alla sola ragione umana, e anche alla
fede d'Israele, prima dell'Incarnazione del Figlio di Dio e dell'invio
dello Spirito Santo. Tale mistero è stato rivelato da Gesù Cristo, ed è la
sorgente di tutti gli altri misteri.
46. Che cosa Gesù Cristo ci rivela del mistero del Padre?
240-242
Gesù Cristo ci rivela che Dio è «Padre», non solo in quanto è Creatore
dell'universo e dell'uomo, ma soprattutto perché genera eternamente nel
suo seno il Figlio, che è il suo Verbo, «irradiazione della sua gloria,
impronta della sua sostanza» (Eb 1,3).
47. Chi è lo Spirito Santo, rivelato a noi da Gesù Cristo?
243-248
È la terza Persona della Santissima Trinità. È Dio, uno e uguale al Padre
e al Figlio. Egli «procede dal Padre» (Gv 15,26), il quale,
principio senza principio, è l'origine di tutta la vita trinitaria. E
procede anche dal Figlio (Filioque), per il dono eterno che il
Padre ne fa al Figlio. Inviato dal Padre e dal Figlio incarnato, lo
Spirito Santo guida la Chiesa «a conoscere la Verità tutta intera» (Gv
16,13).
48. Come la Chiesa esprime la sua fede trinitaria?
249-256; 266
La Chiesa esprime la sua fede trinitaria confessando un solo Dio in tre
Persone: Padre e Figlio e Spirito Santo. Le tre Persone divine sono un
solo Dio perché ciascuna di esse è identica alla pienezza dell'unica e
indivisibile natura divina. Esse sono realmente distinte tra loro, per le
relazioni che le mettono in riferimento le une alle altre: il Padre genera
il Figlio, il Figlio è generato dal Padre, lo Spirito Santo procede dal
Padre e dal Figlio.
49. Come operano le tre Persone divine?
257-260; 267
Inseparabili nella loro unica sostanza, le Persone divine sono
inseparabili anche nel loro operare: la Trinità ha una sola e medesima
operazione. Ma, nell'unico agire divino, ogni Persona è presente secondo
il modo che le è proprio nella Trinità.
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«O mio Dio, Trinità che adoro... pacifica la mia
anima;fanne il tuo cielo, la tua dimora amata e il luogo del tuo
riposo. Che io non ti lasci mai sola, ma che sia lì,
con tutta me stessa, tutta vigile nella mia fede, tutta adorante,
tutta offerta alla tua azione creatrice»
(beata Elisabetta della Trinità).
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50. Che cosa significa che Dio è onnipotente?
268-278
Dio si è rivelato come «il Forte, il Potente» (Sal 24,8-10), colui
al quale «nulla è impossibile» (Lc 1,37). La sua onnipotenza è
universale, misteriosa, e si manifesta nel creare il mondo dal nulla e
l'uomo per amore, ma soprattutto nell'Incarnazione e nella Risurrezione
del Suo Figlio, nel dono dell'adozione filiale e nel perdono dei peccati.
Per questo la Chiesa rivolge la sua preghiera al «Dio onnipotente ed
eterno» («Omnipotens sempiterns Deus... »).
51. Perché è importante affermare: «In principio Dio creò il cielo e la
terra» (Gn 1,1)?
279-289; 315
Perché la creazione è il fondamento di tutti i divini progetti di
salvezza; manifesta l'amore onnipotente e sapiente di Dio; è il primo
passo verso l'Alleanza dell'unico Dio con il suo popolo; è l'inizio della
storia della salvezza culminante in Cristo; è una prima risposta agli
interrogativi fondamentali dell'uomo circa la propria origine e il proprio
fine.
52. Chi ha creato il mondo?
290-292; 316
Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono il principio unico e
indivisibile del mondo, anche se l'opera della creazione del mondo è
particolarmente attribuita a Dio Padre.
53. Perché è stato creato il mondo?
293-294; 319
Il mondo è stato creato per la gloria di Dio, che ha voluto manifestare e
comunicare la sua bontà, verità e bellezza. Il fine ultimo della creazione
è che Dio, in Cristo, possa essere «tutto in tutti» (1 Cor
15,28), per la sua gloria e per la nostra felicità.
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«La
gloria di Dio è l'uomo vivente e la vita dell'uomo è la visione di
Dio» (sant'Ireneo)
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54. Come Dio ha creato l'universo?
295-301; 317-320
Dio ha creato l'universo liberamente con sapienza e amore- II mondo non è
il prodotto di una necessità, di un destino cieco o del caso. Dio ha
creato «dal nulla» (ex nihilo) (2 Mac 7,28) un mondo
ordinato e buono, che egli trascende in modo infinito. Dio conserva
nell'essere la sua creazione e la sorregge, dandole la capacità di agire e
conducendo la al suo compimento, per mezzo del suo Figlio e dello Spirito
Santo.
55. In che cosa consiste la Provvidenza divina?
302-306; 321
Essa consiste nelle disposizioni, con cui Dio conduce le sue creature
verso la perfezione ultima, alla quale Egli le ha chiamate. Dio è l'autore
sovrano del suo disegno. Ma per la sua realizzazione si serve anche della
cooperazione delle sue creature. Allo stesso tempo, dona alle creature la
dignità di agire esse stesse, di essere causa le une delle altre.
56. Come l'uomo collabora con la Provvidenza divina?
307-308; 323
All'uomo Dio dona e chiede, rispettando la sua libertà, di collaborare con
le sue azioni, le sue preghiere, ma anche con le sue sofferenze,
suscitando in lui «il volere e l'operare secondo i suoi benevoli disegni»
(Fil 2,13).
57. Se Dio è onnipotente e provvidente, perché allora esiste il male?
309-310; 324,400
A questo interrogativo, tanto doloroso quanto misterioso, può dare
risposta soltanto l'insieme della fede cristiana. Dio non è in
alcun modo, né direttamente né indirettamente, la causa del male. Egli
illumina il mistero del male nel suo Figlio, Gesù Cristo, che è morto e
risorto per vincere quel grande male morale, che è il peccato degli uomini
e che è la radice degli altri mali.
58. Perché Dio permette il male?
311-314; 324
La fede ci dà la certezza che Dio non permetterebbe il male, se dallo
stesso male non traesse il bene. Dio questo l'ha già mirabilmente
realizzato in occasione della morte e risurrezione di Cristo: infatti dal
più grande male morale, l'uccisione del suo Figlio, egli ha tratto i più
grandi beni, la glorificazione di Cristo e la nostra redenzione.
Il cielo e la terra
59. Che cosa ha creato Dio?
325-327
La Sacra Scrittura dice: «In principio Dio creò il cielo e la terra» (Gn
1,1). La Chiesa, nella sua Professione di fede, proclama che Dio è il
creatore di tutte le cose visibili e invisibili: di tutti gli esseri
spirituali e materiali, cioè degli angeli e del mondo visibile, e in modo
particolare dell'uomo.
60. Chi sono gli angeli?
328-333; 350-351
Gli angeli sono creature puramente spirituali, incorporee, invisibili e
immortali, esseri personali dotati di intelligenza e di volontà. Essi,
contemplando incessantemente Dio a faccia a faccia, Lo glorificano, Lo
servono e sono i suoi messaggeri nel compimento della missione di salvezza
per tutti gli uomini.
61. In che modo gli angeli sono presenti nella vita della Chiesa?
334-336; 352
La Chiesa si unisce agli angeli per adorare Dio, invoca la loro assistenza
e di alcuni celebra liturgicamente la memoria.
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«Ogni
fedele ha al proprio fianco un angelo come protettore e pastore, per
condurlo alla vita» (san Basilio Magna).
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62. Che cosa insegna la Sacra Scrittura circa la creazione del mondo
visibile?
337-344
Attraverso il racconto dei «sei giorni» della creazione, la Sacra
Scrittura ci fa conoscere il valore del creato e la sua finalità di lode a
Dio e di servizio all'uomo.
Ogni cosa deve la propria esistenza a Dio, dal quale riceve la propria
bontà e perfezione, le proprie leggi e il proprio posto nell'universo.
63. Qual è il posto dell'uomo nella creazione?
343-344; 353
L'uomo è il vertice della creazione visibile, in quanto è creato a
immagine e somiglianza di Dio.
64. Che tipo di legame esiste tra le cose create?
342; 354
Esiste tra le creature un'interdipendenza e una gerarchia, volute da Dio.
Nello stesso tempo, esiste un'unità e solidarietà fra le creature, poiché
tutte hanno il medesimo Creatore, sono da Lui amate e sono ordinate alla
sua gloria. Rispettare le leggi iscritte nella creazione e i rapporti
derivanti dalla natura delle cose, è quindi un principio di saggezza e un
fondamento della morale.
65. Che relazione c'è fra l'opera della creazione e quella della
redenzione?
345-349
L'opera della creazione culmina nell'opera ancora più grande della
redenzione. Infatti questa dà inizio alla nuova creazione, nella quale
tutto ritroverà il suo pieno senso e il suo compimento.
L'uomo
66. In che senso l'uomo è creato a «immagine di Dio»?
355-358
L'uomo è creato a immagine di Dio nel senso che è capace di conoscere e di
amare, nella libertà, il proprio Creatore. È la sola creatura, su questa
terra, che Dio ha voluto per se stessa e che ha chiamato a condividere,
nella conoscenza e nell'amore, la sua vita divina. Egli, in quanto creato
a immagine di Dio, ha la dignità di persona: non è qualcosa, ma qualcuno,
capace di conoscersi, di donarsi liberamente e di entrare in comunione con
Dio e con le altre persone.
67. Per quale fine Dio ha creato l'uomo?
358-359; 381
Dio ha creato tutto per l'uomo, ma l'uomo è stato creato per conoscere,
servire e amare Dio, per offrir Gli in questo mondo tutta la creazione in
rendimento di grazie, ed essere elevato alla vita con Dio in cielo.
Solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero
dell'uomo, predestinato a riprodurre l'immagine del Figlio di Dio fatto
uomo, che è la perfetta «immagine del Dio invisibile» (Col 1,15).
68. Perché gli uomini formano un'unità?
360-361
Tutti gli uomini formano l'unità del genere umano, per la comune origine
che hanno da Dio. Dio, inoltre, ha creato «da uno solo tutte le nazioni
degli uomini» (At 17,26). Tutti, poi, hanno un unico Salvatore e
sono chiamati a condividere l'eterna felicità di Dio.
69. Come nell'uomo l'anima e il corpo formano un'unità?
362-365; 382
La persona umana è un essere insieme corporeo e spirituale. Nell'uomo lo
spirito e la materia formano un'unica natura. Questa unità è così profonda
che, grazie al principio spirituale che è l'anima, il corpo, che è
materiale, diventa un corpo umano e vivente, e partecipa alla dignità di
immagine di Dio.
70. Chi dona l'anima all'uomo?
362-365; 366-368; 382
L'anima spirituale non viene dai genitori, ma è creata direttamente da
Dio, ed è immortale. Separandosi dal corpo al momento della morte, essa
non perisce; si unirà nuovamente al corpo nel momento della risurrezione
finale.
71. Quale relazione Dio ha posto tra l'uomo e la donna?
369-373; 383
L'uomo e la donna sono stati creati da Dio in uguale dignità in quanto
persone umane, e, nello stesso tempo, in una reciproca complementarità,
essendo maschio e femmina. Dio li ha voluti l'uno per l'altro, per
una comunione di persone. Insieme sono anche chiamati a trasmettere la
vita umana, formando nel matrimonio «una sola carne» (Gn 24), e a
dominare la terra come «amministratori» di Dio.
72. Qual era la condizione originaria dell'uomo secondo il progetto di
Dio?
374-379; 384
Dio, creando l'uomo e la donna, aveva loro donato una speciale
partecipazione alla propria vita divina, in santità e giustizia. Nel
progetto di Dio l'uomo non avrebbe dovuto né soffrire né morire. Inoltre
regnava un'armonia perfetta nell'uomo in se stesso, tra creatura e
Creatore, tra uomo e donna, come pure tra la prima coppia umana e tutta la
creazione,
La caduta
73. Come si comprende la realtà del peccato?
385-389
Nella storia dell'uomo è presente il peccato. Tale realtà si chiarisce
pienamente soltanto alla luce della Rivelazione divina, e soprattutto alla
luce di Cristo Salvatore di tutti, che ha fatto sovrabbondare la grazia
proprio là dove è abbondato il peccato.
74. Che cos'è la caduta degli angeli?
391-395; 414
Con tale espressione si indica che Satana e gli altri demoni, di cui
parlano la Sacra Scrittura e la Tradizione della Chiesa, da angeli creati
buoni da Dio, si sono trasformati in malvagi, perché, con libera e
irrevocabile scelta, hanno rifiutato Dio e il suo Regno, dando così
origine all'inferno. Essi tentano di associare l'uomo alla loro ribellione
contro Dio; ma Dio afferma in Cristo la sua sicura vittoria sul Maligno.
75. In che cosa consiste il primo peccato dell'uomo?
396-403; 415-417
L'uomo, tentato dal diavolo, ha lasciato spegnere nel suo cuore la fiducia
nei confronti del suo Creatore e, disobbedendo Gli, ha voluto diventare
«come Dio» senza Dio, e non secondo Dio (Gn 3,5). Così Adamo ed Eva
hanno perduto immediatamente, per sé e per tutti i loro discendenti, la
grazia originale della santità e della giustizia.
76. Che cos'è il peccato originale?
404; 419
Il peccato originale, nel quale tutti gli uomini nascono, è lo stato di
privazione della santità e della giustizia originali. È un peccato da noi
«contratto», non «commesso»; è una condizione di nascita, e non un atto
personale. A motivo dell'unità di origine di tutti gli uomini, esso si
trasmette ai discendenti di Adamo con la natura umana, «non per
imitazione, ma per propagazione». Questa trasmissione rimane un mistero
che non possiamo comprendere appieno.
77. Quali altre conseguenze provoca il peccato originale?
405-409; 418
In conseguenza del peccato originale la natura umana, senza essere
interamente corrotta, è ferita nelle sue forze naturali, è sottoposta
all'ignoranza, alla sofferenza, al potere della morte, ed è incline al
peccato. Tale inclinazione è chiamata concupiscenza.
78. Dopo il primo peccato, che cosa ha fatto Dio?
410-412; 420
Dopo il primo peccato, il mondo è stato inondato di peccati, ma Dio non ha
abbandonato l'uomo in potere della morte, ma, al contrario, gli ha
predetto in modo misterioso - nel «Protovangelo» (Gn 3,15) - che il
male sarebbe stato vinto e l'uomo sollevato dalla caduta. E il primo
annuncio del Messia redentore. Perciò la caduta sarà perfino chiamata
felice colpa, perché «ha meritato un tale e così grande Redentore»
(Liturgia della Veglia pasquale).
CAPITOLO SECONDO: CREDO IN GESÙ CRISTO,
IL FIGLIO UNIGENITO DI DIO
79. Qual è la Buona Novella per l'uomo?
422-424
È l'annunzio di Gesù Cristo, «il Figlio del Dio vivente» (Mt
16,16), morto e risorto. AI tempo del re Erode e dell'imperatore Cesare
Augusto, Dio ha adempiuto le promesse fatte ad Abramo e alla sua
discendenza mandando «suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per
riscattare coloro che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l'adozione
a figli» (Gal 4,4-5).
80. Come si diffonde questa Buona Novella?
425-429
Fin dall'inizio i primi discepoli hanno avuto l'ardente desiderio di
annunziare Gesù Cristo, allo scopo di condurre tutti alla fede in lui.
Anche oggi, dall'amorosa conoscenza di Cristo nasce il desiderio di
evangelizzare e catechizzare, cioè svelare nella sua persona l'intero
disegno di Dio e mettere l'umanità in comunione con lui.
« E IN GESÙ CRISTO, SUO UNICO FIGLIO,
NOSTRO SIGNORE »
81. Che cosa significa il nome «Gesù»?
430-435; 452
Dato dall'Angelo al momento dell'Annunciazione, il nome «Gesù» significa
«Dio salva». Esso esprime la sua identità e la sua missione, «perché è lui
che salverà il suo popolo dai suoi peccati» (Mt 1,21). Pietro
afferma che «non vi è sotto il cielo altro Nome dato agli uomini nel quale
è stabilito che possiamo essere salvati» (At 4,12).
82. Perché Gesù è chiamato «Cristo »?
436-440; 453
«Cristo» in greco, «Messia» in ebraico, significa «unto». Gesù è il Cristo
perché è consacrato da Dio, unto dello Spirito Santo per la missione
redentrice. È il Messia atteso da Israele, mandato nel mondo dal Padre.
Gesù ha accettato il titolo di Messia precisandone tuttavia il senso:
«Disceso dal cielo» (Gv 3,13), crocifisso e poi risuscitato, egli è
il Servo Sofferente «che dà la sua vita in riscatto per molti» (Mt
20,28). Dal nome Cristo è venuto a noi il nome di cristiani.
83. In che senso Gesù è il «Figlio Unigenito di Dio»?
441-445; 454
Egli lo è in senso unico e perfetto. Al momento del Battesimo e della
Trasfigurazione, la voce del Padre designa Gesù come suo «Figlio
prediletto». Presentando se stesso come il Figlio che «conosce il Padre»
(Mt 11,27), Gesù afferma la sua relazione unica ed eterna con Dio
suo Padre. Egli è «il Figlio Unigenito di Dio» (1 Gv 2,23),
la seconda Persona della Trinità. È il centro della predicazione
apostolica: gli Apostoli hanno visto «la sua gloria, come di Unigenito dal
Padre» (Gv 1,14).
84. Che cosa significa il titolo «Signore»?
446-451; 455
Nella Bibbia, questo titolo designa abitualmente Dio Sovrano. Gesù lo
attribuisce a se stesso e rivela la sua sovranità divina mediante il suo
potere sulla natura, sui demoni, sul peccato e sulla morte, soprattutto
con la sua Risurrezione. Le prime confessioni cristiane proclamano che la
potenza, l'onore e la gloria dovuti a Dio Padre sono propri anche di Gesù:
Dio «gli ha dato il Nome che è al di sopra di ogni altro nome» (Fil
2,11).
Egli è il Signore del mondo e della storia, il solo a cui l'uomo debba
sottomettere interamente la propria libertà personale.
« GESÙ CRISTO
FU CONCEPITO PER OPERA DELLO SPIRITO SANTO,
NACQUE DA MARIA VERGINE »
85. Perché il Figlio di Dio si è fatto uomo?
456-460
Il Figlio di Dio si è incarnato nel seno della Vergine Maria per opera
dello Spirito Santo, per noi uomini e per la nostra salvezza, ossia: per
riconciliare noi peccatori con Dio; per farci conoscere il suo amore
infinito; per essere il nostro modello di santità; per farci «partecipi
della natura divina» (2 Pt 1,4).
86. Che cosa significa la parola «Incarnazione »?
461-463; 483
La Chiesa chiama «Incarnazione» il Mistero dell'ammirabile unione della
natura divina e della natura umana nell'unica Persona divina del Verbo.
Per realizzare la nostra salvezza, il Figlio di Dio si è fatto «carne»
(Gv 1,14) diventando veramente uomo. La fede nell'Incarnazione è segno
distintivo della fede cristiana.
87. In che modo Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo?
464-467; 469
Gesù è inscindibilmente vero Dio e vero uomo, nell'unità della sua Persona
divina. Egli, il Figlio di Dio, che è «generato, non creato, della stessa
sostanza del Padre», si è fatto vero uomo, nostro fratello, senza con ciò
cessare di essere Dio, nostro Signore.
88. Che cosa insegna a questo riguardo il Concilio di Calcedonia (anno
451)?
467
Il Concilio di Calcedonia insegna a confessare «un solo e medesimo Figlio,
il Signore nostro Gesù Cristo, perfetto nella sua divinità e perfetto
nella sua umanità; vero Dio e vero uomo, composto di anima razionale e di
corpo; consostanziale al Padre per la divinità, con sostanziale a noi per
l'umanità, "simile in tutto a noi, fuorché nel peccato" (Eb 4,15);
generato dal Padre prima dei secoli secondo la divinità e, in questi
ultimi tempi, per noi e per la nostra salvezza, nato da Maria Vergine e
Madre di Dio, secondo l'umanità».
89. Come la Chiesa esprime il Mistero dell'Incarnazione?
464-469; 479-481
Lo esprime affermando che Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo, con due
nature, la divina e l'umana, non confuse, ma unite nella Persona del
Verbo. Pertanto, nell'umanità di Gesù, tutto - miracoli, sofferenza, morte
- dev'essere attribuito alla sua Persona divina che agisce attraverso la
natura umana assunta.
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«O Figlio Unigenito e Verbo di Dio, tu che sei immortale, per la
nostra salvezza ti sei degnato d'incarnarli nel seno della santa
Madre di Dio e sempre Vergine Maria (...). Tu che sei Uno
della Santa Trinità, glorificato con il Padre e lo Spirito Santo,
salvaci!» (Liturgia Bizantina di san Giovanni Crisostomo).
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90. Il Figlio di Dio fatto uomo aveva un'anima con una conoscenza
umana?
470-474 ;482
Il Figlio di Dio ha assunto un corpo animato da un'anima razionale umana.
Con la sua intelligenza umana Gesù ha appreso molte cose attraverso
l'esperienza. Ma anche come uomo il Figlio di Dio aveva una conoscenza
intima e immediata di Dio suo Padre. Penetrava ugualmente i pensieri
segreti degli uomini e conosceva pienamente i disegni eterni che egli era
venuto a rivelare.
91. Come si accordano le due volontà del Verbo incarnato?
475; 482
Gesù ha una volontà divina e una volontà umana. Nella sua vita terrena, il
Figlio di Dio ha umanamente voluto ciò che ha divinamente deciso con il
Padre e lo Spirito Santo per la nostra salvezza. La volontà umana di
Cristo segue, senza opposizione o riluttanza, la volontà divina, o,
meglio, è ad essa sottoposta.
92. Cristo aveva un vero corpo umano?
476-477
Cristo ha assunto un vero corpo umano attraverso il quale Dio invisibile
si è reso visibile. Per questa ragione Cristo può essere rappresentato e
venerato nelle sante immagini.
93. Che cosa rappresenta il Cuore di Gesù?
478
Gesù ci ha conosciuti e amati con un cuore umano. Il suo Cuore trafitto
per la nostra salvezza è il simbolo di quell'infinito amore, col quale
egli ama il Padre e ciascuno degli uomini.
94. «Concepito per opera dello Spirito Santo... »: che cosa significa
quest'espressione?
484-486
Significa che la Vergine Maria ha concepito il Figlio eterno nel suo
grembo per opera dello Spirito Santo e senza la collaborazione di uomo:
«Lo Spirito Santo scenderà su di te» (Lc 1,35), le ha detto
l'Angelo nell' Annunciazione.
95. «...Nato dalla Vergine Maria »: perché Maria è veramente la Madre
di Dio?
495; 509
Maria è veramente Madre di Dio perché è la madre di Gesù (Gv
2,1; 19,25). In effetti, colui che è stato concepito per opera dello
Spirito Santo e che è diventato veramente suo Figlio, è il Figlio eterno
di Dio Padre. È Dio egli stesso.
96. Che cosa significa «Immacolata Concezione»?
487-492; 508
Dio ha scelto gratuitamente Maria da tutta l'eternità perché fosse la
Madre di suo Figlio: per compiere tale missione, è stata concepita
immacolata. Questo significa che, per la grazia di Dio e in previsione
dei meriti di Gesù Cristo, Maria è stata preservata dal peccato originale
fin dal suo concepimento.
97. Come collabora Maria al disegno divino della salvezza?
493-494; 508-511
Per la grazia di Dio Maria è rimasta immune da ogni peccato personale
durante l'intera sua esistenza. È la «piena di grazia» (Lc 1 ,28),
la «Tutta Santa». Quando l'Angelo le annuncia che avrebbe dato alla luce
«il Figlio dell' Altissimo» (Lc 1,32), ella dà liberamente il
proprio assenso con «l'obbedienza della fede» (Rm 1,5). Maria si
offre totalmente alla Persona e all'opera del suo Figlio Gesù,
abbracciando con tutta l'anima la volontà divina di salvezza.
98. Che cosa significa la concezione verginale di Gesù?
496-498; 503
Significa che Gesù è stato concepito nel grembo della Vergine per la sola
potenza dello Spirito Santo, senza intervento dell'uomo. Egli è Figlio del
Padre celeste secondo la natura divina e Figlio di Maria secondo la natura
umana, ma propriamente Figlio di Dio nelle due nature, essendoci in lui
una sola Persona, quella divina.
99. In che senso Maria è «sempre Vergine»?
499-507; 510-511
Nel senso che ella è «rimasta Vergine nel concepimento del Figlio suo,
Vergine nel parto, Vergine incinta, Vergine madre, Vergine perpetua» (sant'Agostino).
Pertanto, quando i Vangeli parlano di «fratelli e sorelle di Gesù», si
tratta di parenti prossimi di Gesù, secondo un'espressione adoperata nella
Sacra Scrittura.
100. In che modo la maternità spirituale di Maria è universale?
501-507; 511
Maria ha un unico Figlio, Gesù, ma in lui la sua maternità spirituale si
estende a tutti gli uomini che egli è venuto a salvare. Obbediente al
fianco del nuovo Adamo, Gesù Cristo, la Vergine è la nuova Eva, la
vera madre dei viventi, che coopera con amore di madre alla loro nascita e
alla loro formazione nell'ordine della grazia. Vergine e Madre, Maria è la
figura della Chiesa, la sua più perfetta realizzazione.
101. In che senso tutta la vita di Cristo è Mistero?
512-521; 561-562
Tutta la vita di Cristo è evento di rivelazione. Ciò che è visibile nella
vita terrena di Gesù conduce al suo Mistero invisibile, soprattutto
al Mistero della sua filiazione divina: «Chi vede me, vede il
Padre» (Gv 14,19). Inoltre, anche se la salvezza viene
compiutamente dalla Croce e dalla Risurrezione, la vita intera di Cristo è
Mistero di salvezza, perché tutto ciò che Gesù ha fatto, detto e
sofferto aveva come scopo di salvare l'uomo decaduto e di ristabilirlo
nella sua vocazione di figlio di Dio.
102. Quali sono state le preparazioni ai Misteri di Gesù?
522-524
Vi è anzitutto una lunga speranza durata per molti secoli, che noi
riviviamo durante la celebrazione liturgica del tempo dell'Avvento. Oltre
all'oscura attesa che ha posto nel cuore dei pagani, Dio ha preparato la
venuta del suo Figlio tramite l'Antica Alleanza, fino a Giovanni
Battista che è l'ultimo e il più grande dei profeti.
103. Che cosa insegna il Vangelo sui Misteri della nascita e
dell'infanzia di Gesù?
525-530; 563-564
A Natale, la gloria del Cielo si manifesta nella debolezza di un
bambino; la circoncisione di Gesù è segno della sua appartenenza al
popolo ebraico e prefigurazione del nostro Battesimo; l'Epifania è
la manifestazione del Re-Messia d'Israele a tutte le genti; nella sua
presentazione al tempio, in Simeone e Anna è tutta l'attesa di Israele
che viene all'incontro con il suo Salvatore; la fuga in Egitto
e la strage degli innocenti annunciano che l'intera vita di Cristo
sarà sotto il segno della persecuzione; il suo ritorno dall'Egitto
ricorda l'Esodo e presenta Gesù come il nuovo Mosè: è lui il vero e
definitivo liberatore.
104. Quale insegnamento ci offre la vita nascosta di Gesù a Nazaret?
533-534; 564
Durante la vita nascosta a Nazaret Gesù rimane nel silenzio di una
esistenza ordinaria. Ci permette così di essere in comunione con lui nella
santità di una vita quotidiana intessuta di preghiera, di semplicità, di
lavoro, di amore familiare. La sua sottomissione a Maria e a Giuseppe, suo
padre putativo, è un'immagine della sua obbedienza filiale al Padre. Maria
e Giuseppe, con la loro fede, accolgono il Mistero di Gesù, pur non
comprendendolo sempre.
105. Perché Gesù riceve da Giovanni il «battesimo di conversione per il
perdono dei peccati» (Lc 3,3)?
535-537; 565
Per dare inizio alla sua vita pubblica e anticipare il «Battesimo» della
sua morte: accetta così, pur essendo senza peccato, di essere annoverato
tra i peccatori, lui, «l'Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo»
(Gv 1,29). Il Padre lo proclama suo «Figlio prediletto» (Mt
3,17) e lo Spirito discende su di lui. Il Battesimo di Gesù è la
prefigurazione del nostro Battesimo.
106. Che cosa rivelano le tentazioni di Gesù nel deserto?
538-540; 566
Le tentazioni di Gesù nel deserto ricapitolano quella di Adamo nel
paradiso e
quelle d'Israele nel deserto. Satana tenta Gesù nella sua obbedienza alla
missione affidatagli dal Padre. Cristo, nuovo Adamo, resiste e la sua
vittoria annuncia quella della sua passione, suprema obbedienza del suo
amore filiale. La Chiesa si unisce a questo Mistero in particolare nel
tempo liturgico della Quaresima.
107. Chi è invitato a far parte del Regno di Dio, annunciato e
realizzato da Gesù?
541-546; 567
Gesù invita a far parte del Regno di Dio tutti gli uomini. Anche il
peggior peccatore è chiamato a convertirsi e ad accettare l'infinita
misericordia del Padre. Il Regno appartiene, già qui sulla terra, a coloro
che lo accolgono con cuore umile. È ad essi che sono rivelati i suoi
Misteri.
108. Perché Gesù manifesta il Regno attraverso segni e miracoli?
547-550; 567
Gesù accompagna la sua parola con segni e miracoli per
attestare che il Regno è presente in lui, il Messia. Sebbene egli guarisca
alcune persone, non è venuto per eliminare tutti i mali quaggiù, ma per
liberarci anzitutto dalla schiavitù del peccato. La cacciata dei demoni
annuncia che la sua Croce sarà vittoriosa sul «principe di questo mondo»
(Gv 12,31).
109. Nel Regno, quale autorità Gesù conferisce ai suoi Apostoli?
551-553; 567
Gesù sceglie i Dodici, futuri testimoni della sua Risurrezione, e
li fa partecipi della sua missione e della sua autorità per insegnare,
assolvere dai peccati, edificare e governare la Chiesa. In questo Collegio
Pietro riceve «le chiavi del Regno» (Mt 16,19) e occupa il primo
posto, con la missione di custodire la fede nella sua integrità e di
confermare i suoi fratelli.
110. Quale significato ha la Trasfigurazione?
554-556; 568
Nella Trasfigurazione appare anzitutto la Trinità: «Il Padre nella voce,
il Figlio nell'uomo, lo Spirito nella nube brillante» (san Tommaso d'Aquino).
Evocando con Mosè ed Elia la sua «dipartita» (Lc 9,31), Gesù mostra
che la sua gloria passa attraverso la Croce e dà un anticipo della sua
risurrezione e della sua gloriosa venuta, «che trasfigurerà il nostro
misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso» (Fil 3,21).
|
«Tu ti sei trasfigurato sul monte e, nella misura in cui ne erano
capaci, i tuoi discepoli hanno contemplato la tua Gloria, Cristo
Dio, affinché, quando ti avrebbero visto crocifisso, comprendessero
che la tua Passione era volontaria e annunziassero al mondo che tu
sei veramente l'irradiazione del Padre» (Liturgia Bizantina).
|
111. Come avviene l'entrata messianica a Gerusalemme?
557-560; 569-570
Nel tempo stabilito Gesù decide di salire a Gerusalemme per soffrire la
sua passione, morire e risuscitare. Come Re Messia che manifesta la venuta
del Regno, egli entra nella sua città sul dorso di un asino. È accolto dai
piccoli, la cui acclamazione è ripresa nel Sanctus eucaristico:
«Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna (salvaci)» (Mt
21,9), La liturgia della Chiesa dà inizio alla Settimana Santa con la
celebrazione di questa entrata a Gerusalemme.
« GESÙ CRISTO PATÌ SOTTO PONZIO PILATO,
FU CROCIFISSO, MORÌ E FU SEPOLTO»
112. Qual è l'importanza del Mistero pasquale di Gesù?
571-573
Il Mistero pasquale di Gesù, che comprende la sua passione, morte,
risurrezione e glorificazione, è al centro della fede cristiana, perché il
disegno salvifico di Dio si è compiuto una volta per tutte con la morte
redentrice del suo Figlio, Gesù Cristo.
113. Con quali accuse Gesù è stato condannato?
574-576
Alcuni capi d'Israele accusarono Gesù di agire contro la Legge, contro il
tempio di Gerusalemme, e in particolare contro la fede nel Dio unico,
perché Egli si proclamava Figlio di Dio. Per questo lo consegnarono a
Pilato, perché lo condannasse a morte.
114. Come si è comportato Gesù verso la Legge di Israele?
577-582; 592
Gesù non ha abolito la Legge data da Dio a Mosè sul Sinai, ma l'ha portata
a compimento dandone l'interpretazione definitiva. È il Legislatore divino
che esegue integralmente questa Legge. Inoltre egli, il Servo fedele,
offre con la sua morte espiatrice il solo sacrificio capace di redimere
tutte «le colpe commesse dagli uomini sotto la prima Alleanza» (Eb
9,15).
115. Quale fu l'atteggiamento di Gesù verso il tempio di Gerusalemme?
583-586; 593
Gesù è stato accusato di ostilità nei confronti del Tempio. Eppure l'ha
venerato come «la dimora di suo Padre» (Gv 2,16) e li ha dettato una parte
importante del suo insegnamento. Ma ne ha anche predetto la distruzione,
in relazione con la propria morte, e si è presentato lui stesso come la
dimora definitiva di Dio in mezzo agli uomini.
116. Gesù ha contraddetto la fede d'Israele nel Dio unico e salvatore?
587-591; 594
Gesù non ha mai contraddetto la fede in un Dio unico, neppure quando
compiva l'opera divina per eccellenza che adempiva le promesse messianiche
e lo rivelava uguale a Dio: il perdono dei peccati. La richiesta di Gesù
di credere in lui e di convertirsi permette di capire la tragica
incomprensione del Sinedrio che ha stimato Gesù meritevole di morte perché
bestemmiatore.
117. Chi è responsabile della morte di Gesù?
595-598
La passione e la morte di Gesù non possono essere imputate indistintamente
né a tutti gli Ebrei allora viventi, né agli altri Ebrei venuti dopo nel
tempo e nello spazio. Ogni singolo peccatore, cioè ogni uomo, è realmente
causa e strumento delle sofferenze del Redentore, e più gravemente
colpevoli sono coloro, soprattutto se cristiani, che più spesso ricadono
nel peccato o si dilettano nei vizi.
118. Perché la morte di Cristo fa parte del disegno di Dio?
599-605; 619
Per riconciliare con sé tutti gli uomini votati alla morte a causa del
peccato, Dio ha preso l'iniziativa amorevole di mandare suo Figlio perché
si consegnasse alla morte per i peccatori. Annunciata nell'Antico
Testamento, in particolare come sacrificio del Servo sofferente, la morte
di Gesù avvenne «secondo le Scritture».
119. In quale modo Cristo ha offerto se stesso al Padre?
606-609; 620
Tutta la vita di Cristo è libera offerta al Padre per compiere il suo
disegno di salvezza. Egli dà «la sua vita in riscatto per molti» (Mc
10,45) e in tal modo riconcilia con Dio tutta l'umanità. La sua
sofferenza e la sua morte manifestano come la sua umanità sia lo strumento
libero e perfetto dell'Amore divino che vuole la salvezza di tutti gli
uomini.
120. Come si esprime nell'ultima Cena l'offerta di Gesù?
610-611; 620
Nell'ultima Cena con gli Apostoli alla vigilia della Passione Gesù
anticipa, cioè significa e realizza in anticipo l'offerta volontaria di se
stesso: «Questo è il mio corpo che è dato per voi», «questo è il
mio sangue, che è versato...» (Lc 22,19-20). Egli istituisce così
al tempo stesso l'Eucaristia come «memoriale» (1 Cor 11,25) del suo
sacrificio, e i suoi Apostoli come sacerdoti della nuova Alleanza.
121. Che cosa avviene nell'agonia dell'orto del Getsemani?
612
Malgrado l'orrore che procura la morte nell'umanità tutta santa di colui
che è 1'«Autore della Vita» (At 3,15), la volontà umana del Figlio
di Dio aderisce alla volontà del Padre: per salvarci, Gesù accetta di
portare i nostri peccati nel suo corpo «facendosi ubbidiente fino alla
morte» (Fil 2,8).
122. Quali sono gli effetti del sacrificio di Cristo sulla Croce?
613-617; 622-623
Gesù ha liberamente offerto la sua vita in sacrificio espiatorio, cioè ha
riparato le nostre colpe con la piena obbedienza del suo amore fino alla
morte. Questo «amore fino alla fine» (Gv 13,1) del Figlio di Dio
riconcilia con il Padre tutta l'umanità. Il sacrificio pasquale di Cristo
riscatta quindi gli uomini in modo unico, perfetto e definitivo, e apre
loro la comunione con Dio.
123. Perché Gesù chiama i suoi discepoli a prendere la loro croce?
618
Chiamando i suoi discepoli a «prendere la loro croce e a seguirlo» (Mt
16,24), Gesù vuole associare al suo sacrificio redento re quegli
stessi che ne sono i primi beneficiari.
124. In quali condizioni era il corpo di Cristo mentre si trovava nella
tomba?
624-630
Cristo ha conosciuto una vera morte e una vera sepoltura. Ma la virtù
divina ha preservato il suo corpo dalla corruzione.
« GESÙ CRISTO DISCESE AGLI INFERI,
RISUSCITÒ DAI MORTI IL TERZO GIORNO »
125. Che cosa sono «gli inferi », nei quali Gesù discese?
632-637
Gli «inferi» - diversi dall'inferno della dannazione - costituivano
lo stato di tutti coloro, giusti e cattivi, che erano morti prima di
Cristo. Con l'anima unita alla sua Persona divina Gesù ha raggiunto negli
inferi i giusti che attendevano il loro Redentore per accedere infine alla
visione di Dio. Dopo aver vinto, mediante la sua morte, la morte e il
diavolo «che della morte ha il potere» (Eb 2,14), ha liberato i
giusti in attesa del Redentore e ha aperto loro le porte del Cielo.
126. Che posto occupa la Risurrezione di Cristo nella nostra fede?
631,638
La Risurrezione di Gesù è la verità culminante della nostra fede in Cristo
e rappresenta, con la Croce, una parte essenziale del Mistero pasquale.
127. Quali «segni» attestano la Risurrezione di Gesù?
639-644; 656-657
Oltre al segno essenziale costituito dalla tomba vuota, la Risurrezione di
Gesù è attestata dalle donne che incontrarono per prime Gesù e
l'annunciarono agli Apostoli. Gesù poi «apparve a Cefa (Pietro), e quindi
ai Dodici. In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola
volta» (1 Cor 15,5-6) e ad altri ancora. Gli Apostoli non
hanno potuto inventare la risurrezione, poiché questa appariva loro
impossibile: infatti Gesù li ha anche rimproverati per la loro
incredulità.
128. Perché la Risurrezione è al tempo stesso un avvenimento
trascendente?
647; 656-657
Pur essendo un avvenimento storico, constatabile e attestato attraverso
segni e testimonianze, la Risurrezione, in quanto entrata dell'umanità di
Cristo nella gloria di Dio, trascende e supera la storia, come mistero
della fede. Per questo motivo, Cristo risorto non si manifestò al mondo,
ma ai suoi discepoli, rendendoli suoi testimoni davanti al popolo.
129. Qual è lo stato del corpo risorto di Gesù?
645-646
La Risurrezione di Cristo non è stata un ritorno alla vita terrena. Il suo
corpo risuscitato è quello che è stato crocifisso e porta i segni della
sua Passione, ma è ormai partecipe della vita divina con le proprietà di
un corpo glorioso. Per questa ragione Gesù risorto è sovranamente libero
di apparire ai suoi discepoli come e dove vuole e sotto aspetti diversi.
130. In che modo la Risurrezione è opera della Santissima Trinità?
648-650
La Risurrezione di Cristo è un'opera trascendente di Dio. Le tre Persone
agiscono insieme secondo ciò che è loro proprio: il Padre manifesta la sua
potenza; il Figlio «riprende» la vita che ha liberamente offerto (Gv
10,17) riunendo la sua anima e il suo corpo, che lo Spirito vivifica e
glorifica.
131. Quali sono il senso e la portata salvifica della Risurrezione?
651-655; 658
La Risurrezione è il culmine dell'Incarnazione. Essa conferma la divinità
di Cristo, come pure tutto ciò che Egli ha fatto e insegnato, e realizza
tutte le promesse divine in nostro favore. Inoltre, il Risorto, vincitore
del peccato e della morte, è il principio della nostra giustificazione e
della nostra Risurrezione: fin d'ora ci procura la grazia dell'adozione
filiale, che è reale partecipazione alla sua vita di Figlio unigenito;
poi, alla fine dei tempi, egli risusciterà il nostro corpo.
« GESÙ SALÌ AL CIELO,
SIEDE ALLA DESTRA DEL PADRE ONNIPOTENTE »
132. Che cosa rappresenta l'Ascensione?
659-667
Dopo quaranta giorni da quando si era mostrato agli Apostoli sotto i
tratti di un'umanità ordinaria, che velavano la sua gloria di Risorto,
Cristo sale al cielo e siede alla destra del Padre. Egli è il Signore che
regna ormai con la sua umanità nella gloria eterna di Figlio di Dio e
intercede incessantemente in nostro favore presso il Padre. Ci manda il
suo Spirito e ci dà la speranza di raggiungerlo un giorno, avendoci
preparato un posto.
« DI LÀ VERRÀ A GIUDICARE I VIVI E I MORTI »
133. Come regna ora il Signore Gesù?
668-674 ;680
Signore del cosmo e della storia, Capo della sua Chiesa, Cristo
glorificato permane misteriosamente sulla terra, dove il suo regno è già
presente come germe e inizio nella Chiesa. Un giorno ritornerà glorioso,
ma non ne conosciamo il tempo. Per questo viviamo nella vigilanza,
pregando: «Vieni, Signore» (Ap 22,20).
134. Come si realizzerà la venuta del Signore nella gloria?
675-677; 680
Dopo l'ultimo sconvolgimento cosmico di questo mondo che passa, la venuta
gloriosa di Cristo avverrà con il trionfo definitivo di Dio nella Parusia
e con l'ultimo Giudizio. Si compirà cosi il Regno di Dio.
135. Come Cristo giudicherà i vivi e i morti?
678-679; 681-682
Cristo giudicherà con il potere che ha acquisito come Redentore del mondo,
venuto a salvare gli uomini. I segreti dei cuori saranno svelati, come
pure la condotta di ciascuno verso Dio e verso il prossimo. Ogni uomo sarà
colmato di vita o dannato per l'eternità a seconda delle sue opere. Così
si realizzerà «la pienezza di Cristo» (Ef 4,13), nella quale «Dio
sarà tutto in tutti» (1 Cor 15,28).
CAPITOLO TERZO: CREDO NELLO SPIRITO SANTO
«CREDO NELLO SPIRITO SANTO»
136. Che cosa vuoi dire la Chiesa quando professa: «Credo nello Spirito
Santo»?
683-686
Credere nello Spirito Santo è professare la terza Persona della Santissima
Trinità, che procede dal Padre e dal Figlio ed è «adorato e glorificato
con il Padre e il Figlio». Lo Spirito è stato «mandato nei nostri cuori»
(Gal 4,6), affinché riceviamo la nuova vita di figli di Dio.
137. Perché la missione del Figlio e dello Spirito sono inseparabili?
687-690; 742-743
Nella Trinità indivisibile, il Figlio e lo Spirito sono distinti ma
inseparabili. Dal principio alla fine dei tempi, infatti, quando il Padre
invia suo Figlio, invia anche il suo Spirito che ci unisce a Cristo nella
fede, affinché possiamo, da figli adottivi, chiamare Dio «Padre» (Rm
8,15). Lo Spirito è invisibile, ma noi lo conosciamo attraverso la sua
azione quando ci rivela il Verbo e quando agisce nella Chiesa.
138. Quali sono gli appellativi dello Spirito Santo?
691-693
«Spirito Santo» è il nome proprio della terza Persona della Santissima
Trinità. Gesù lo chiama anche: Spirito Paraclito (Consolatore, Avvocato) e
Spirito di Verità. Il Nuovo Testamento lo chiama pure: Spirito di Cristo,
del Signore, di Dio, Spirito della gloria, della promessa.
139. Con quali simboli si rappresenta lo Spirito Santo?
694-701
Sono numerosi: l'acqua viva, che scaturisce dal cuore trafitto di
Cristo e disseta i battezzati; l'unzione con l'olio, che è il segno
sacramentale della Confermazione; il fuoco, che trasforma ciò che
tocca; la nube, oscura o luminosa, in cui si rivela la gloria
divina; l'imposizione delle mani, per cui viene dato lo Spirito; la
colomba, che scende su Cristo e rimane su di lui al battesimo.
140. Che cosa significa che lo Spirito «ha parlato per mezzo dei
profeti»?
687-688; 702-706; 743
Con il termine profeti si intende quanti furono ispirati dallo
Spirito Santo per parlare in nome di Dio. Lo Spirito porta le profezie
dell'Antico Testamento a pieno compimento in Cristo, di cui svela il
mistero nel Nuovo Testamento.
141. Che cosa compie lo Spirito Santo in Giovanni Battista?
717-720
Lo Spirito riempie Giovanni Battista, l'ultimo profeta dell' Antico
Testamento, il quale, sotto la sua azione, è mandato a «preparare al
Signore un popolo ben disposto» (Lc 1,17) e ad annunciare la venuta
di Cristo, Figlio di Dio: colui sul quale ha visto scendere e rimanere lo
Spirito, «colui che battezza in Spirito» (Gv 1,33).
142. Qual è l'opera dello Spirito in Maria?
721-726; 744
Lo Spirito Santo porta a compimento in Maria le attese e la preparazione
dell'Antico Testamento alla venuta di Cristo. In maniera unica la riempie
di grazia e rende la sua verginità feconda, per dare alla luce il Figlio
di Dio incarnato. Fa di lei la Madre del «Cristo totale», cioè di Gesù
Capo e della Chiesa suo corpo. Maria è presente fra i Dodici il giorno
della Pentecoste, quando lo Spirito inaugura gli «ultimi tempi» con la
manifestazione della Chiesa.
143. Quale relazione c'è tra lo Spirito e Cristo Gesù, nella sua
missione terrena?
727-730; 745- 746
Il Figlio di Dio attraverso l'unzione dello Spirito è consacrato Messia
nella sua umanità fin dall'Incarnazione. Egli lo rivela nel suo
insegnamento, compiendo la promessa fatta ai Padri, e lo comunica alla
Chiesa nascente, alitando sugli Apostoli dopo la sua Risurrezione.
144. Che cosa accade a Pentecoste?
731-732; 738
Cinquanta giorni dopo la sua Risurrezione, a Pentecoste, Gesù Cristo
glorificato effonde lo Spirito a profusione e lo manifesta come Persona
divina, sicché la Trinità Santa è pienamente rivelata. La Missione di
Cristo e dello Spirito diviene la Missione della Chiesa, inviata per
annunziare e diffondere il mistero della comunione trinitaria.
|
«Abbiamo
visto la vera Luce, abbiamo ricevuto lo Spirito celeste, abbiamo
trovato la vera fede: adoriamo la Trinità indivisibile perché ci ha
salvati» (Liturgia Bizantina, Tropario dei Vespri di
Pentecoste).
|
145. Che cosa fa lo Spirito nella Chiesa?
733-741; 747
Lo Spirito edifica, anima e santifica la Chiesa: Spirito d'Amore, egli
ridona ai battezzati la somiglianza divina perduta a causa del peccato e
li fa vivere in Cristo, della Vita stessa della Trinità Santa. Li manda a
testimoniare la Verità di Cristo e li organizza nelle loro mutue funzioni,
affinché tutti portino «il frutto dello Spirito» (Gal 5,22).
146. Come agiscono Cristo e il suo Spirito nel cuore dei fedeli?
738-741
Per mezzo dei sacramenti, Cristo comunica alle membra del suo Corpo
il suo Spirito e la grazia di Dio che porta i frutti di vita nuova,
secondo lo Spirito. Infine, lo Spirito Santo è il Maestro della
preghiera.
«CREDO LA SANTA CHIESA CATTOLICA»
La Chiesa nel disegno di Dio
147. Che cosa significa il termine Chiesa?
751-752; 777,804
Designa il popolo che Dio convoca e raduna da tutti i confini della terra,
per costituire l'assemblea di quanti, per la fede e il Battesimo,
diventano figli di Dio, membra di Cristo e tempio dello Spirito Santo.
148. Ci sono altri nomi e immagini con cui la Bibbia indica la Chiesa?
753-757
Nella Sacra Scrittura troviamo molte immagini, che evidenziano aspetti
complementari del mistero della Chiesa. L'Antico Testamento privilegia
immagini legate al popolo di Dio; il Nuovo Testamento quelle legate
a Cristo come Capo di questo popolo, che è il suo Corpo, e quelle tratte
dalla vita pastorale (ovile, gregge, pecore), agricola (campo, olivo,
vigna), abitativa (dimora, pietra, tempio), familiare (sposa, madre,
famiglia).
149. Quali sono l'origine e il compimento della Chiesa?
758-766; 778
La Chiesa trova origine e compimento nel disegno eterno di Dio. Fu
preparata nell'Antica Alleanza con l'elezione d'Israele, segno della
riunione futura di tutte le nazioni. Fondata dalle parole e dalle azioni
di Gesù Cristo, fu realizzata soprattutto mediante la sua morte redentrice
e la sua risurrezione. Fu poi manifestata come mistero di salvezza
mediante l'effusione dello Spirito Santo a Pentecoste. Avrà il suo
compimento alla fine dei tempi come assemblea celeste di tutti i redenti.
150. Qual è la missione della Chiesa?
767-769
La missione della Chiesa è di annunziare e instaurare in mezzo a tutte le
genti il Regno di Dio inaugurato da Gesù Cristo. Essa qui sulla terra
costituisce il germe e l'inizio di questo Regno salvifico.
151. In che senso la Chiesa è Mistero?
770-773; 779
La Chiesa è Mistero in quanto nella sua realtà visibile è presente e
operante una realtà spirituale, divina, che si scorge unicamente con gli
occhi della fede.
152. Che cosa significa che la Chiesa è sacramento universale di
salvezza?
774-776; 780
Significa che è segno e strumento della riconciliazione e della comunione
di tutta l'umanità con Dio e dell'unità di tutto il genere umano.
La Chiesa: popolo di Dio, corpo di Cristo, tempio dello Spirito
153. Perché la Chiesa è il popolo di Dio?
781; 802-804
La Chiesa è il popolo di Dio perché a lui piacque santificare e salvare
gli uomini non isolatamente, ma costituendoli in un solo popolo, adunato
dall'unità del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
154. Quali sono le caratteristiche del popolo di Dio?
782
Questo popolo, di cui si diviene membri mediante la fede in Cristo e il
Battesimo, ha per origine Dio Padre, per capo Gesù Cristo,
per condizione la dignità e la libertà dei figli di Dio, per
legge il comandamento nuovo dell'amore, per missione quella di
essere il sale della terra e la luce del mondo, per fine il Regno
di Dio, già iniziato in terra.
155. In che senso il popolo di Dio partecipa delle tre funzioni di
Cristo, Sacerdote, Profeta e Re?
783-786
Il popolo di Dio partecipa all'ufficio sacerdotale di
Cristo, in quanto i battezzati vengono consacrati dallo Spirito Santo per
offrire sacrifici spirituali; partecipa al suo ufficio profetico,
in quanto con il senso soprannaturale della fede aderisce
indefettibilmente ad essa, l'approfondisce e la testimonia; partecipa al
suo ufficio regale col servizio, imitando Gesù Cristo, che, re
dell'universo, si fece servo di tutti, soprattutto dei poveri e dei
sofferenti.
156. In che modo la Chiesa è corpo di Cristo?
787-791; 805-806
Per mezzo dello Spirito, Cristo morto e risorto unisce a sé intimamente i
suoi fedeli. In tal modo i credenti in Cristo, in quanto stretti a lui
soprattutto nell'Eucaristia, sono uniti tra loro nella carità, formando un
solo corpo, la Chiesa, la cui unità si realizza nella diversità di membra
e di funzioni.
157. Chi è il capo di questo corpo?
792- 795; 807
Cristo «è il Capo del corpo, cioè della Chiesa» (Col 1,18). La
Chiesa vive di lui, in lui e per lui. Cristo e Chiesa formano il «Cristo
totale» (sant'Agostino); «Capo e membra sono, per così dire, una sola
persona mistica» (san Tommaso d'Aquino).
158. Perché la Chiesa è detta la sposa di Cristo?
796; 808
Perché il Signore stesso si è definito come lo «Sposo» (Mc 2,19),
che ha amato la Chiesa, unendola a sé con un'Alleanza eterna. Egli ha dato
se stesso per lei, per purificarla con il suo sangue e «renderla santa»
(Ef 5,26) e madre feconda di tutti i figli di Dio. Mentre il termine
«corpo» evidenzia l'unità del «capo» con le membra, il termine «sposa»
mette in risalto la distinzione dei due in relazione personale.
159. Perché la Chiesa è detta tempio dello Spirito Santo?
797-798; 809-810
Perché lo Spirito Santo risiede nel corpo che è la Chiesa: nel suo Capo e
nelle sue membra; egli inoltre edifica la Chiesa nella carità con la
Parola di Dio, i sacramenti, le virtù e i carismi.
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«Quello che il nostro spirito, ossia la nostra anima, è per le
nostre membra, lo stesso è lo Spirito Santo per le membra di Cristo,
per il corpo di Cristo, che è la Chiesa» (sant'Agostino).
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160. Che cosa sono i carismi?
799-801
I carismi sono doni speciali dello Spirito Santo elargiti ai
singoli per il bene degli uomini, per le necessità del mondo e in
particolare per l'edificazione della Chiesa, al cui Magistero spetta il
loro discernimento.
La Chiesa è una, santa, cattolica e apostolica
161. Perché la Chiesa è una?
813-815; 866
La Chiesa è una perché ha come origine e modello l'unità di un solo
Dio nella Trinità delle Persone; come fondatore e capo Gesù Cristo, che
ristabilisce l'unità di tutti i popoli in un solo corpo; come anima lo
Spirito Santo, che unisce tutti i fedeli nella Comunione in Cristo. Essa
ha una sola fede, una sola vita sacramentale, un'unica successione
apostolica, una comune speranza e la stessa carità.
162. Dove sussiste l'unica Chiesa di Cristo?
816; 870
L'unica Chiesa di Cristo, come società costituita e organizzata nel mondo,
sussiste (subsistit in) nella Chiesa cattolica, governata dal
successore di Pietro e dai Vescovi in comunione con lui. Solo per mezzo di
essa si può ottenere la pienezza dei mezzi di salvezza, poiché il Signore
ha affidato tutti i beni della Nuova Alleanza al solo collegio apostolico,
il cui capo è Pietro.
163. Come considerare i cristiani non cattolici?
817-819
Nelle Chiese e comunità ecclesiali, che si sono staccate dalla
piena comunione della Chiesa cattolica, si trovano molti elementi di
santificazione e di verità. Tutti questi beni provengono da Cristo e
spingono verso l'unità cattolica. I membri di queste Chiese e Comunità
sono incorporati a Cristo nel Battesimo: noi li riconosciamo perciò come
fratelli.
164. Come impegnarsi a favore dell'unità dei cristiani?
820-822; 866
Il desiderio di ristabilire l'unione di tutti i cristiani è un dono di
Cristo e un appello dello Spirito. Esso riguarda tutta la Chiesa e si
attua con la conversione del cuore, la preghiera, la reciproca conoscenza
fraterna, il dialogo teologico.
165. In che senso la Chiesa è santa?
823-829; 867
La Chiesa è santa, in quanto Dio Santissimo è il suo autore; Cristo ha
dato se stesso per lei, per santificarla e renderla santificante; lo
Spirito Santo la vivifica con la carità. In essa si trova la pienezza dei
mezzi di salvezza. La santità è la vocazione di ogni suo membro e il fine
di ogni sua attività. La Chiesa annovera al suo interno la Vergine Maria e
innumerevoli Santi, quali modelli e intercessori. La santità della Chiesa
è la sorgente della santificazione dei suoi figli, i quali, qui sulla
terra, si riconoscono tutti peccatori, sempre bisognosi di conversione e
di purificazione.
166. Perché la Chiesa è detta cattolica?
830-831; 868
La Chiesa è cattolica, cioè universale, in quanto in essa è
presente Cristo: «Là dove è Cristo Gesù, ivi è la Chiesa cattolica» (sant'Ignazio
di Antiochia). Essa annunzia la totalità e l'integrità della fede; porta e
amministra la pienezza dei mezzi di salvezza; è inviata in missione a
tutti i popoli di ogni tempo e a qualsiasi cultura appartengano.
167. È cattolica la Chiesa particolare?
832-835
È cattolica ogni Chiesa particolare (cioè la diocesi e l'eparchia),
formata dalla comunità dei cristiani che sono in comunione nella fede
e nei sacramenti, con il loro Vescovo ordinato nella successione
apostolica, e con la Chiesa di Roma, che «presiede nella carità» (sant'Ignazio
di Antiochia).
168. Chi appartiene alla Chiesa cattolica?
836-838
Tutti gli uomini in vario modo appartengono o sono ordinati alla cattolica
unità del popolo di Dio. È pienamente incorporato alla Chiesa cattolica
chi, avendo lo Spirito di Cristo, è unito ad essa dai vincoli della
professione di fede, dei sacramenti, del governo ecclesiastico e della
comunione. I battezzati, che non realizzano pienamente tale cattolica
unità, sono in una certa comunione, sebbene imperfetta, con la Chiesa
Cattolica.
169. Qual è il rapporto della Chiesa cattolica con il popolo ebraico?
839-840
La Chiesa cattolica riconosce il proprio rapporto con il popolo ebraico
nel fatto che Dio scelse questo popolo, primo fra tutti, ad accogliere la
sua Parola. È al popolo ebraico che appartengono «l'adozione a figli, la
gloria, le alleanze, la legislazione, il culto, le promesse, i patriarchi;
da esso proviene Cristo secondo la carne» (Rm 9,5). A differenza
delle altre religioni non cristiane, la fede ebraica è già risposta alla
Rivelazione di Dio nell'Antica Alleanza.
170. Che legame c'è tra la Chiesa cattolica e le religioni non
cristiane?
841-845
C'è un legame, dato anzitutto dall'origine e dal fine comuni di tutto il
genere umano. La Chiesa cattolica riconosce che quanto di buono e di vero
si trova nelle altre religioni viene da Dio, è raggio della sua verità,
può preparare all'accoglienza del Vangelo e spingere verso l'unità
dell'umanità nella Chiesa di Cristo.
171. Che cosa significa l'affermazione: «Fuori della Chiesa non c'è
salvezza»?
846-848
Essa significa che ogni salvezza viene da Cristo-Capo per mezzo della
Chiesa, che è il suo Corpo. Pertanto non possono essere salvati quanti,
conoscendo la Chiesa come fondata da Cristo e necessaria alla salvezza,
non vi entrassero e non vi perseverassero. Nello stesso tempo, grazie a
Cristo e alla sua Chiesa, possono conseguire la salvezza eterna quanti,
senza loro colpa, ignorano il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, ma
cercano sinceramente Dio e, sotto l'influsso della grazia, si sforzano di
compiere la sua volontà conosciuta attraverso il dettame della coscienza.
172. Perché la Chiesa deve annunciare il Vangelo a tutto il mondo?
849-851
Perché Cristo ha ordinato: «Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni,
battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo» (Mt
28,19). Questo mandato missionario del Signore ha la sua sorgente
nell'amore eterno di Dio, che ha inviato il suo Figlio e il suo Spirito
perché «vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla
conoscenza della verità» (1 Tm 2,4).
173. In che modo la Chiesa è missionaria?
852-856
Guidata dallo Spirito Santo, la Chiesa continua nel corso della storia la
missione di Cristo stesso. I cristiani pertanto devono annunciare a tutti
la Buona Novella portata da Cristo, seguendo la sua strada, disposti anche
al sacrificio di sé fino al martirio.
174. Perché la Chiesa è apostolica?
857; 869
La Chiesa è apostolica per la sua origine, essendo costruita sul «
fondamento degli Apostoli» (Ef 2,20); per il suo insegnamento,
che è quello stesso degli Apostoli; per la sua struttura, in
quanto istruita, santificata e governata, fino al ritorno di Cristo, dagli
Apostoli, grazie ai loro successori, i Vescovi, in comunione col
successore di Pietro.
175. In che cosa consiste la missione degli Apostoli?
858-861
La parola Apostolo significa inviato. Gesù, l'Inviato del Padre,
chiamò a sé dodici fra i suoi discepoli e li costituì come suoi Apostoli,
facendo di loro i testimoni scelti della sua risurrezione e le fondamenta
della sua Chiesa. Diede loro il mandato di continuare la sua missione,
dicendo: «Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi» (Gv
20,21), e promettendo di essere con loro sino alla fine del mondo.
176. Che cos'è la successione apostolica?
861-865
La successione apostolica è la trasmissione, mediante il Sacramento
dell'Ordine, della missione e della potestà degli Apostoli ai loro
successori, i Vescovi. Grazie a questa trasmissione, la Chiesa rimane in
comunione di fede e di vita con la sua origine, mentre lungo i secoli
ordina, per la diffusione del Regno di Cristo sulla terra, tutto il suo
apostolato.
I fedeli: gerarchia, laici, vita consacrata
177. Chi sono i fedeli?
871-872; 934
l fedeli sono coloro che, incorporati a Cristo mediante il Battesimo, sono
costituiti membri del popolo di Dio. Resi partecipi, secondo la propria
condizione, della funzione sacerdotale, profetica e regale di Cristo, sono
chiamati ad attuare la missione affidata da Dio alla Chiesa. Tra loro
sussiste una vera uguaglianza nella loro dignità di figli di Dio.
178. Com'è formato il popolo di Dio?
873
Nella Chiesa, per istituzione divina, vi sono i ministri sacri che
hanno ricevuto il Sacramento dell'Ordine e formano la gerarchia della
Chiesa. Gli altri sono chiamati laici. Dagli uni e dagli altri
provengono fedeli, che si consacrano in modo speciale a Dio con la
professione dei consigli evangelici: castità nel celibato, povertà e
obbedienza.
179. Perché Cristo ha istituito la gerarchia ecclesiastica?
874-877; 935
Cristo ha istituito la gerarchia ecclesiastica con la missione di pascere
il popolo di Dio nel suo nome, e per questo le ha dato autorità. Essa è
formata dai ministri sacri: Vescovi, presbiteri, diaconi. Grazie al
Sacramento dell'Ordine, i Vescovi e i presbiteri agiscono, nell'esercizio
del loro ministero, in nome e in persona di Cristo capo; i diaconi servono
il popolo di Dio nella diaconia (servizio) della parola, della
liturgia, della carità.
180. Come si attua la dimensione collegiale del ministero ecclesiale?
877
Sull'esempio dei dodici Apostoli, scelti e inviati insieme da Cristo,
l'unione dei membri della gerarchia ecclesiastica è al servizio della
comunione di tutti i fedeli.
Ogni Vescovo esercita il suo ministero, come membro del collegio
episcopale, in comunione col Papa, diventando partecipe con lui della
sollecitudine per la Chiesa universale. l sacerdoti esercitano il loro
ministero nel presbiterio della Chiesa particolare, in comunione con il
proprio Vescovo e sotto la sua guida.
181. Perché il ministero ecclesiale ha anche un carattere personale?
878-880
Il ministero ecclesiale ha anche un carattere personale, in quanto, in
virtù del Sacramento dell'Ordine, ciascuno è responsabile davanti a
Cristo, che lo ha chiamato personalmente, conferendogli la missione.
182. Qual è la missione del Papa?
881-882; 936-937
Il Papa, Vescovo di Roma e successore di san Pietro, è il perpetuo e
visibile principio e fondamento dell'unità della Chiesa. È il vicario di
Cristo, capo del collegio dei Vescovi e pastore di tutta la Chiesa, sulla
quale ha, per divina istituzione, potestà piena, suprema, immediata e
universale.
183. Qual è il compito del collegio dei Vescovi?
883-885
Il collegio dei Vescovi, in comunione con il Papa e mai senza di lui,
esercita anch'esso sulla Chiesa la suprema e piena potestà.
184. Come i Vescovi attuano la loro missione di insegnare?
886-890; 939
I Vescovi, in comunione con il Papa, hanno il dovere di annunziare a tutti
fedelmente e con autorità il Vangelo, quali testimoni autentici della fede
apostolica, rivestiti dell'autorità di Cristo. Mediante il senso
soprannaturale della fede, il Popolo di Dio aderisce indefettibilmente
alla fede, sotto la guida del Magistero vivente della Chiesa.
185. Quando si attua l'infallibilità del Magistero?
891
L'infallibilità si attua quando il Romano Pontefice, in virtù della sua
autorità di supremo Pastore della Chiesa, o il Collegio dei Vescovi
in comunione con il Papa, soprattutto riunito in un Concilio Ecumenico,
proclamano con atto definitivo una dottrina riguardante la fede o
la morale, e anche quando il Papa e i Vescovi, nel loro ordinario
Magistero, concordano nel proporre una dottrina come definitiva. A tali
insegnamenti ogni fedele deve aderire con l'ossequio della fede.
186. Come i Vescovi esercitano il ministero di santificare?
893
I Vescovi santificano la Chiesa dispensando la grazia di Cristo con il
ministero della parola e dei sacramenti, in particolare dell'Eucaristia, e
anche con la loro preghiera, il loro esempio e il loro lavoro.
187. Come i Vescovi esercitano la funzione di governare?
894-896
Ogni Vescovo, in quanto membro del collegio episcopale, porta
collegialmente la sollecitudine per tutte le Chiese particolari e per
tutta la Chiesa insieme con gli altri Vescovi uniti al Papa. Il Vescovo,
cui viene affidata una Chiesa particolare, la governa con l'autorità della
sacra Potestà propria, ordinaria e immediata, esercitata nel nome di
Cristo, buon Pastore, in comunione con tutta la Chiesa e sotto la guida
del successore di Pietro.
188. Qual è la vocazione dei fedeli laici?
897-900; 940
I fedeli laici hanno come vocazione propria quella di cercare il Regno di
Dio, illuminando e ordinando le realtà temporali secondo Dio. Attuano così
la chiamata alla santità e all'apostolato, rivolta a tutti i battezzati.
189. Come partecipano i fedeli laici all'ufficio sacerdotale di Cristo?
901-903
Essi vi partecipano nell'offrire - quale sacrificio spirituale «gradito a
Dio per mezzo di Gesù Cristo» (1 Pt 2,5), soprattutto
nell'Eucaristia -la propria vita con tutte le opere, le preghiere e le
iniziative apostoliche, la vita familiare e il lavoro giornaliero, le
molestie della vita sopportate con pazienza e il sollievo corporale e
spirituale. Così, anche i laici, dedicati a Cristo e consacrati dallo
Spirito Santo, offrono a Dio il mondo stesso.
190. Come partecipano al suo ufficio profetico?
904-907; 942
Vi partecipano accogliendo sempre più nella fede la Parola di Cristo e
annunciandola al mondo con la testimonianza della vita e con la parola,
l'azione evangelizzatrice e la catechesi. Quest'azione evangelizzatrice
acquista una particolare efficacia dal fatto che viene compiuta nelle
comuni condizioni del secolo.
191. Come partecipano al suo ufficio regale?
908-913; 943
I laici partecipano alla funzione regale di Cristo, avendo da lui ricevuto
il potere di vincere in se stessi e nel mondo il peccato, con
l'abnegazione di sé e la santità della loro vita. Esercitano vari
ministeri a servizio della comunità e impregnano di valore morale le
attività temporali dell'uomo e le istituzioni della società.
192. Che cos'è la vita consacrata?
914-916; 944
È uno stato di vita riconosciuto dalla Chiesa. È una risposta libera a una
chiamata particolare di Cristo, con la quale i consacrati si dedicano
totalmente a Dio e tendono verso la perfezione della carità sotto la
mozione dello Spirito Santo. Tale consacrazione si caratterizza per la
pratica dei consigli evangelici.
193. Che cosa offre la vita consacrata alla missione della Chiesa?
931-933; 945
La vita consacrata partecipa alla missione della Chiesa mediante una piena
dedizione a Cristo e ai fratelli, testimoniando la speranza del Regno
celeste.
Credo la comunione dei santi
194. Che cosa significa l'espressione comunione dei santi?
946-953; 960
Tale espressione indica anzitutto la comune partecipazione di tutti i
membri della Chiesa alle cose sante (sancta): la fede, i
Sacramenti, in particolare l'Eucaristia, i carismi e gli altri doni
spirituali. Alla radice della comunione c'è la carità che «non cerca il
proprio interesse» (1 Cor 13,5), ma spinge il fedele «a mettere
tutto in comune» (At 4,32), anche i propri beni materiali a
servizio dei più poveri.
195. Che cosa significa ancora l'espressione comunione dei santi?
954-959; 961-962
Tale espressione designa anche la comunione tra le persone sante (sancti),
e cioè tra quanti per la grazia sono uniti a Cristo morto e risorto.
Alcuni sono pellegrini sulla terra; altri, passati da questa vita, stanno
purificando si, aiutati anche dalle nostre preghiere; altri, infine,
godono già della gloria di Dio e intercedono per noi. Tutti insieme
formano in Cristo una sola famiglia, la Chiesa, a lode e gloria della
Trinità,
Maria Madre di Cristo, Madre della Chiesa
196. In che senso la beata Vergine Maria è Madre della Chiesa?
963-966; 973
La beata Vergine Maria è Madre della Chiesa nell'ordine della grazia
perché ha dato alla luce Gesù, il Figlio di Dio, Capo del corpo che è la
Chiesa. Gesù, morente in Croce, l'ha indicata come madre al discepolo con
queste parole: «Ecco la tua madre» (Gv 19,27).
197. Come la Vergine Maria aiuta la Chiesa?
967-970
Dopo l'ascensione del suo Figlio, la Vergine Maria aiuta, con le sue
preghiere, le primizie della Chiesa. Anche dopo la sua assunzione in
cielo, ella continua a intercedere per i suoi figli, ad essere per tutti
un modello di fede e di carità e ad esercitare su di loro un influsso
salutare, che sgorga dalla sovrabbondanza dei meriti di Cristo. I fedeli
vedono in lei un'immagine e un anticipo della risurrezione che li attende,
e la invocano come avvocata, ausiliatrice, soccorritrice, mediatrice.
198. Che tipo di culto si rivolge alla santa Vergine?
971
È un culto singolare, ma differisce essenzialmente dal culto di
adorazione, prestato soltanto alla Santissima Trinità. Tale culto di
speciale venerazione trova particolare espressione nelle feste liturgiche
dedicate alla Madre di Dio e nella preghiera mariana, come il santo
Rosario, compendio di tutto il Vangelo.
199. In che modo la beata Vergine Maria è l'icona escatologica della
Chiesa?
972; 974-975
Guardando a Maria, tutta santa e già glorificata in corpo e anima, la
Chiesa contempla in lei ciò che essa stessa è chiamata ad essere sulla
terra e quello che sarà nella patria celeste.
«CREDO LA REMISSIONE DEI PECCATI»
200. Come si rimettono i peccati?
976,980; 984-985
Il primo e principale sacramento per il perdono dei peccati è il
Battesimo. Per i peccati commessi dopo il Battesimo, Cristo ha istituito
il Sacramento della Riconciliazione o Penitenza, per mezzo del quale il
battezzato è riconciliato con Dio e con la Chiesa.
201. Perché la Chiesa ha il potere di perdonare i peccati?
981-983; 986-987
La Chiesa ha la missione e il potere di perdonare i peccati, perché Cristo
stesso glielo ha conferito: «Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete
i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete resteranno non
rimessi» (Gv 20,22-23).
« CREDO LA RISURREZIONE DELLA CARNE »
202. Che cosa si indica con il termine carne, e qual è la sua
importanza?
990; 1015
Il termine carne designa l'uomo nella sua condizione di debolezza e
di mortalità. «La carne è il cardine della salvezza» (Tertulliano).
Infatti, noi crediamo in Dio creatore della carne; crediamo nel Verbo
fatto carne per riscattare la carne; crediamo nella risurrezione della
carne, compimento della creazione e della redenzione della carne.
203. Che cosa significa «risurrezione della carne»?
990
Significa che lo stato definitivo dell'uomo non sarà soltanto l'anima
spirituale separata dal corpo, ma che anche i nostri corpi mortali un
giorno riprenderanno vita.
204. Qual è il rapporto tra la Risurrezione di Cristo e la nostra?
988-991; 1002-1003
Come Cristo è veramente risorto dai morti e vive per sempre, cosi egli
stesso risusciterà tutti nell'ultimo giorno, con un corpo incorruttibile:
«quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il
male per una risurrezione di condanna» (Gv 5,29).
205. Con la morte, che cosa succede al nostro corpo e alla nostra
anima?
992-1004; 1016-1018
Con la morte, separazione dell'anima e del corpo, il corpo cade nella
corruzione, mentre l'anima, che è immortale, va incontro al giudizio di
Dio e attende di ricongiungersi al corpo quando, al ritorno del Signore,
risorgerà trasformato. Comprendere come avverrà la risurrezione
supera le possibilità della nostra immaginazione e del nostro intelletto.
206. Che cosa significa morire in Cristo Gesù?
1005-1014; 1019
Significa morire in grazia di Dio, senza peccato mortale. Il credente in
Cristo, seguendo il suo esempio, può così trasformare la propria morte in
un atto di obbedienza e di amore verso il Padre. «Certa è questa parola:
se moriamo con lui, vivremo anche con lui» (2 Tm 2, 11).
« CREDO LA VITA ETERNA »
207. Che cos'è la vita eterna?
1020; 1051
La vita eterna è quella che inizierà subito dopo la morte. Essa non avrà
fine. Sarà preceduta per ognuno da un giudizio particolare ad opera di
Cristo, giudice dei vivi e dei morti, e sarà sancita dal giudizio finale.
208. Che cos'è il giudizio particolare?
1021-1022; 1051
È il giudizio di retribuzione immediata, che ciascuno, fin dalla sua
morte, riceve da Dio nella sua anima immortale, in rapporto alla sua fede
e alle sue opere. Tale retribuzione consiste nell'accesso alla beatitudine
del cielo, immediatamente o dopo un'adeguata purificazione, oppure alla
dannazione eterna nell'inferno.
209. Che cosa s'intende per «cielo»?
1023-1026; 1053
Per «cielo» s'intende lo stato di felicità suprema e definitiva. Quelli
che muoiono nella grazia di Dio e non hanno bisogno di ulteriore
purificazione sono riuniti attorno a Gesù e a Maria, agli Angeli e ai
Santi. Formano così la Chiesa del cielo, dove essi vedono Dio «a faccia a
faccia» (1 Cor 13,12), vivono in comunione d'amore con la
Santissima Trinità e intercedono per noi.
|
«
La vita, nella sua stessa realtà e verità, è il Padre, che,
attraverso il Figlio nello Spirito Santo, riversa come fonte su
tutti noi i suoi doni celesti. E per la sua bontà promette
veramente anche a noi uomini i beni divini della vita eterna»
(san Cirillo di Gerusalemme).
|
210. Che cos'è il purgatorio?
1030-1031; 1054
Il purgatorio è lo stato di quanti muoiono nell'amicizia di Dio, ma,
benché sicuri della loro salvezza eterna, hanno ancora bisogno di
purificazione, per entrare nella beatitudine celeste.
211. Come possiamo aiutare la purificazione delle anime del purgatorio?
1032
In virtù della comunione dei santi, i fedeli ancora pellegrini sulla terra
possono aiutare le anime del purgatorio offrendo per loro preghiere di
suffragio, in particolare il Sacrificio eucaristico, ma anche elemosine,
indulgenze e opere di penitenza.
212. In che cosa consiste l'inferno?
1033-1035; 1056-1057
Consiste nella dannazione eterna di quanti muoiono per libera scelta in
peccato mortale. La pena principale dell'inferno sta nella separazione
eterna da Dio, nel quale unicamente l'uomo ha la vita e la felicità, per
le quali è stato creato e alle quali aspira. Cristo esprime questa realtà
con le parole: «Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno» (Mt
25,41).
213. Come si concilia l'esistenza dell'inferno con l'infinita bontà di
Dio?
1036-1037
Dio, pur volendo «che tutti abbiano modo di pentirsi» (2 Pt
3,9), tuttavia, avendo creato l'uomo libero e responsabile, rispetta le
sue decisioni. Pertanto, è l'uomo stesso che, in piena autonomia, si
esclude volontariamente dalla comunione con Dio se, fino al momento della
propria morte, persiste nel peccato mortale, rifiutando l'amore
misericordioso di Dio.
214. In che cosa consisterà il giudizio finale?
1038-1041; 1058-1059
Il giudizio finale (universale) consisterà nella sentenza di vita beata o
di condanna eterna, che il Signore Gesù, ritornando quale giudice dei vivi
e dei morti, emetterà a riguardo «dei giusti e degli ingiusti» (At
24,15), riuniti tutti insieme davanti a lui. A seguito di tale giudizio
finale, il corpo risuscitato parteciperà alla retribuzione che l'anima ha
avuto nel giudizio particolare.
215. Quando avverrà questo giudizio?
1040
Questo giudizio avverrà alla fine del mondo, di cui solo Dio conosce il
giorno e l'ora.
216. Che cos'è la speranza dei cieli nuovi e della terra nuova?
1042-1050; 1060
Dopo il giudizio finale, lo stesso universo, liberato dalla schiavitù
della corruzione, parteciperà alla gloria di Cristo con l'inaugurazione
dei «nuovi cieli» e di una «terra nuova» (2 Pt 3,13). Sarà così
raggiunta la pienezza del Regno di Dio, ossia la realizzazione definitiva
del disegno salvifico di Dio di «ricapitolare in Cristo tutte le cose,
quelle del cielo come quelle della terra» (Ef l, l0). Dio allora
sarà «tutto in tutti» (1 Cor 15,28), nella vita eterna.
« Amen »
217. Che cosa significa l'Amen, che conclude la nostra
professione di fede?
1064-1065
La parola ebraica Amen, che conclude anche l'ultimo libro della
Sacra Scrittura, alcune preghiere del Nuovo Testamento e quelle liturgiche
della Chiesa, significa il nostro «sì» fiducioso e totale a quanto abbiamo
professato di credere, fidandoci totalmente di colui che è l'« Amen
» (Ap 3,14) definitivo: Cristo Signore.
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