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I SANTI LUCANI
San Gerardo di Potenza
S.
Gerardo, nativo di Piacenza, venne scelto come Vescovo di Potenza, in
Lucania, per le sue virtù e la sua attività taumaturgica. Morto dopo appena
otto anni di episcopato, il suo successore Manfredo ne scrisse una Vita
forse troppo panegirica e soprattutto ne ottenne una canonizzazione "viva
voce" (ossia senza documentazione scritta) da parte del papa Callisto II
(1119-24). Stando, quindi, alle testimonianze di Manfredo, S. Gerardo viene
descritto come un uomo pieno di Spirito Santo, che non cessava mai di
confortare le sue parole con opere e fatti meravigliosi. Era un uomo giusto
e quindi praticava la giustizia e la verità. Era un uomo casto, umile e
mansueto e perciò era maestro di castità, umiltà e mansuetudine. Infatti,
perseguiva in continuazione coloro che si abbandonavano alla lussuria,
riprendeva l’imprudenza dei cattivi, e si dedicava continuamente alla
preghiera. Aveva a cuore questo pensiero: i Santi castigano il corpo e
rafforzano lo Spirito con la fede, brillano con le opere e si rivelano
fedeli. Quando fu consacrato Vescovo di Potenza fu gioia grande per tutti i
potentini: si allietò la città di tanto pastore ed il popolo di Dio per sì
amabile padre. Insignito di tanto onore, Gerardo divenne più umile, più
mansueto, più benigno e più impegnato alla pratica di ogni virtù e fu così
grande l’assistenza che gli venne dal Cielo, che il popolo gioì molto per
tutto ciò che egli faceva. Ci fu anche chi attestò che Dio, per sua
intercessione convertì l’acqua in vino in una regione dove non c’era affatto
vino. Il Santo, che rifuggiva dalla gloria umana, volle che essi gli
promettessero con giuramento che non avrebbero parlato a nessuno finché egli
non morisse, ma che non ne parlassero neanche in seguito. Ma siccome Dio non
vuole che la luce rimanga nelle tenebre, dopo la sua morte il fatto si
divulgò e il Santo risplendette molto di più. Nell’ottavo anno della sua
consacrazione, ricco di anni e di meriti, venutegli meno le forze corporali,
rese a Dio la sua bella anima. Non molto dopo la sua morte, Dio operò
miracoli sorprendenti per sua intercessione. Un povero uomo quarantenne, che
camminava trascinandosi con le mani e con le ginocchia, si rivolse con fede
a S. Gerardo e subito guarì riacquistando l’uso dei piedi. Un monaco che
aveva perso l’intelligenza e la memoria si recò alla tomba del Santo e gli
tornarono quelle doti istantaneamente. Vennero alla sua tomba dei ciechi e
ricuperarono la vista; vennero dei malati e guarirono. Accadde perfino che
le lampade del sepolcro, spente, si accesero prodigiosamente e le candele
cadute sui panni del sepolcro non fecero danni.