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I SANTI LUCANI
Sant'Agnese da Venosa
Secondo
una tradizione, che viene riportata nella vita di S. Guglielmo di Vercelli,
fondatore del monastero di Montevergine, Agnese era nata a Venosa; era una
donna di rara bellezza e cortigiana del re di Sicilia Ruggero II (1145). La
donna, volendo dimostrare quanta ipocrisia celasse la vita monastica con la
sua ostentata virtù, chiese al re il consenso di tentare di indurre al
peccato S. Guglielmo, che Ruggero stimava moltissimo. Il re acconsentì e
promise che se fosse riuscita nell’intento le avrebbe fatto un grande
regalo.
Agnese si recò all’abitazione del Santo e ricorse a tutte le arti di
seduzione per farlo cadere. Il Santo, fingendo di accettare la sua
compagnia, dimostrò di essere stato convinto da questi ragionamenti, e le
chiese di adattarsi a dormire con lui sul suo stesso giaciglio a qualunque
ora.
La donna oltremodo contenta di questo primo successo, andò a riferire al re
quanto le era accaduto; il re incredulo stabilì di mandare con la donna
delle persone che avrebbero dovuto controllare quanto sarebbe accaduto.
Il Santo accolse la donna nella sua cella e le fece trovare per letto una
distesa di brace viva su cui egli si distese. La cortigiana notando che il
Santo stendendosi su quella brace rimaneva illeso, duramente umiliata si
ravvide. Pentita amaramente di tutto il male fatto e convertita dalle parole
e dalle opere di quel santo uomo, volle cambiare vita, prese i voti e si
dedicò al servizio di Dio nel monastero dedicato alla Vergine Maria.
Da meretrice divenne così claustrale e poi badessa di un monastero costruito
a Venosa e dedicato a S. Salvatore. Dopo una vita trascorsa nelle più aspre
penitenze chiuse la sua esistenza con la fama di un’autentica santa.
Morì nello stesso anno in cui morì il suo salvatore S. Guglielmo: nel 1442.