L'ANSPI - ParrocchiaSAntonio

Vai ai contenuti

Menu principale:

L'ANSPI

ASS. ANSPI

L'ASSOCIAZIONE ANSPI

L’Associazione Anspi è nata nella nostra Parrocchia nel 2001 e oggi a undici anni dalla fondazione vanta 58 soci che sono al Servizio parrocchiale per la crescita culturale e religiosa dei bambini, ragazzi e adulti. L’Anspi è strutturata su vari campi culturali e nel nostro Circolo-Oratorio contiamo sul ramo dell’Anspi Turismo, Anspi Volontariato, Anspi Musica, Anspi Teatro e Anspi Sport (dove i ragazzi, dopo anni di sacrifici, finalmente raccogliendo i frutti hanno iscritto una squadra al Campionato Regionale di Tennis-Tavolo). Oggi ci ritroviamo per rinnovare i motivi del nostro impegno educativo verso i giovani. L’Anspi fa parte della Chiesa e vuole assecondare questo intendimento, che del resto è lo scopo fondamentale dell’Associazione. Noi crediamo che la parola “crisi”, così spesso citata da tv e giornali, significhi possibilità di cambiamento positivo, di crescita, più che difficoltà. Crediamo che in questi anni futuri, si possa tornare alla semplicità che avevamo smarrito e a rifare con più gusto le cose belle che abbiamo sempre fatto: stimare gli affetti famigliari, ritrovarci fra amici in parrocchia, stupirci della bellezza dei bambini e del gioco, guardare insieme un film e commentarlo, organizzare una gita o un campeggio senza complessi di inferiorità nei confronti di chi può permettersi mete più costose e prestigiose. In altre parole, noi siamo già avanti, in quel posto che tanta gente va cercando, ormai assuefatta di tante cose e dimentica che “di una cosa sola c’è Bisogno”: conoscere Dio e vivere sotto il suo sguardo. Ci domandiamo: nei nostri Oratori si respira l’amore cristiano, uno stile di rispetto, di accoglienza, di interesse e di aiuto verso tutti? Per testimoniare questo amore, il dono più grande che possiamo far loro è la fede. La fede è un dono prezioso, è il dono più prezioso che abbiamo, è praticamente la spina dorsale della vita. San Giovanni Bosco è patrono degli oratori. Ricordiamo i suoi tre motti: amorevolezza, ragionevolezza e religione. Seguendo il suo esempio, noi vogliamo mostrare ai ragazzi:
- un amore gratuito, che non può essere condizionato dalla loro immaturità, dai loro errori;
- un amore che perdona, che aiuta a riflettere sulle cose, ma che nello stesso tempo aiuta a risorgere, a credere ancora in loro, senza risentimenti;
Senza dimenticare che tutto questo funziona anche in senso inverso, perché noi educatori riceviamo molto da questa relazione. Ricordiamoci che ciò che facciamo e impariamo noi, lo trasmettiamo anche ai ragazzi. Se ci educhiamo al silenzio e alla preghiera, potremo educare anche loro al silenzio e alla preghiera, solo se noi per primi ci educhiamo alla semplicità, al rispetto, all’onestà li potremo trasmettere. Se i ragazzi vedono che noi siamo uniti, capiscono che è Gesù che ci tiene uniti, se ci perdoniamo, capiscono che Gesù perdona; se noi non siamo violenti, essi capiranno che è sempre l’amore ad avere l’ultima parola; se vedono che siamo capaci di non scoraggiarci, anche loro troveranno la forza di ricominciare da capo. E questo non in modo artificiale e pesante, ma come condizione di vita normale, quotidiana.



 
 
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu